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Progetto #Librarsi, tutto pronto per l'inaugurazione della biblioteca presso il reparto di oncologia del Moscati

L'idea è nata per onorare la memoria di Antonia De Angelis. Avellino Today ha intervistato la sorella Ada

Il progetto #Librarsi prende forma Martedì 25 giugno, ore 14:00, quando ci sarà l'Inaugurazione della biblioteca presso il Day hospital U.O.C. Oncologia Medica dell’A.O.R. N. "S. G. Moscati", in ricordo di Antonia De Angelis. Saranno consegnati i carrelli e i primi 244 libri. Siete stati in tanti a partecipare a questa gara di #solidarietà.

Avellino Today ha raggiunto Ada De Angelis, sorella di Antonia. La giovane c’ha raccontato le difficoltà riscontrate per portare avanti questa complessa iniziativa fatta in nome della sorella scomparsa. Un impegno che, siamo certi, sarebbe stato profondamente apprezzato da Antonia. Perché, in un momento storico in cui le lamentele nei confronti della Sanità, sono le più disparate, in pochi riescono veramente a immaginare le difficoltà più elementari che può vivere un paziente ricoverato in ospedale o in day hospital, soprattutto un malato oncologico. 
Solitudine, disagio, senso di abbandono. A volte, anche sfogliare le pagine di un libro può rivelarsi un prezioso aiuto. Nella narrativa possono essere vissute mille avventure ma, certamente, ne basta una per allontanarsi quanto basta dalla freddezza di un ospedale. Antonia, questo, lo sapeva bene, e il suo ricordo è vivo e vitale nei gesti di Ada; che è riuscita a realizzare il piccolo desiderio della sorella scomparsa: alleviare ad altre persone, almeno in parte, lo stesso calvario vissuto da Antonia.

Ada, da dove nasce il progetto #Librarsi?

“Questo progetto nasce da un’idea di mia sorella, che svolgeva la chemio nel reparto oncologico, e mi raccontò di quanto sarebbe stato bello se, in questo reparto, fosse stato possibile anche soltanto leggere un libro. Lei aveva notato che, nelle lunghe ore di attesa, non c'era nessuna forma di intrattenimento; non un libro, non una rivista da sfogliare. Da queste sue parole ho desiderato fare qualcosa in sua memoria e che fosse di aiuto a tutte le altre persone che stanno vivendo il suo stesso calvario. Ho cercato di coinvolgere Csv Irpinia e loro hanno subito accolto il mio appello, occupandosi anche della componente burocratica. La risposta è stata eccezionale. Sono arrivati oltre 200 libri da tutta Italia. Spero che questo progetto possa essere di esempio anche per molti altri ospedali”.

Antonia che persona era?

“Era una persona estremamente generosa e questo progetto rappresenta quello che lei avrebbe voluto per sé stessa. Ho pensato di onorare la sua memoria con un gesto che, sono certa, lei avrebbe apprezzato e condiviso. Anche la scelta dei libri non è casuale poiché, tra quelli presenti, ci sono testi che, per Antonia, erano motivo di grande ispirazione. Spero con tutto il cuore che possa essere così per molte altre persone”.

Cosa significa, per una persona in attesa di fare la chemio, avere l’opportunità di avere un piccolo intrattenimento come può essere la lettura di un libro?

“È veramente un aspetto fondamentale perché, quando si è chiusi in quella sala, il tempo sembra non trascorrere mai e l'unico modo per tentare di svagarsi  è fare conversazione. Mia sorella era la più giovane e, di questa situazione, ne soffriva moltissimo”.


Quando si parla dei problemi della Sanità si tende molto a pensare alla carenza di personale, alla sporcizia, in alcuni casi addirittura alle negligenze. Di questi piccoli-grandi problemi non si interessa nessuno.

“Esatto. Purtroppo sarebbe impossibile dare anche soltanto una sensazione di benessere a queste persone ma, magari, renderla più simile a una stanza di attesa. Un banale passatempo che comunque manca".

Se, adesso, tu avessi modo di parlare con Antonia di questo progetto, cosa ti piacerebbe dirle?

“Mi piacerebbe dirle che l'ho ascoltata, perché è una cosa che mi ha sempre chiesto. Sono convinta che ne sarebbe felicissima e sarebbe fiera di me. Lei ha lottato tanto per restare in vita e vorrei dirle che il suo messaggio non è andato perduto, anzi, continuerò a lottare per diffonderlo. Mi piacerebbe che questo fosse il primo di tanti progetti. Vorrei dirle soltanto che continuerò ad aiutare altre persone mantenendo sempre vivo il suo ricordo”. 

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