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Esce "I Guardiani del Limbo": opera dark fantasy che narra di regni, sovrani e inganni in un turbine di violenza e orrori

Avellino Today ha intervistato il giovane Eraldo Ricciardi, autore avellinese dell'opera "I Guardiani del Limbo"

Avellino Today ha intervistato il giovane Eraldo Ricciardi, autore avellinese dell'opera "I Guardiani del Limbo". Il racconto può essere acquistato su Amazon. I Guardiani del Limbo e altri racconti narra le vicende di Leonardo Armidi, un giovane di 26 anni che muore in seguito ad un incidente. Raggiunge, così, il regno dei morti, dove ad accoglierlo ritrova un mondo fatto di inganni, guerre e segreti pericolosi. Alla sua vicenda, si alterna quella di Simon Tale. Un giovane ricercatore dell’occulto, invischiato in un oscuro intrigo, che lo catapulterà nei meandri più oscuri della nostra realtà. 

Come nasce l’idea de “I Guardiani del Limbo e altri racconti”?

L’idea del libro nasce dalla mia passione per il fantasy. Sono cresciuto con le opere di Tolkien e con Star Wars. L’amore per il cinema, oltre che per la letteratura, ha destato questa necessità di raccontare una mia visione del mondo ultraterreno. Da qui ho iniziato a scrivere pensieri, che si sono tramutati in personaggi e poi in storie. L’intreccio narrativo completo si è sviluppato nel corso di questi sei anni. Ad oggi, posso dire che la volontà ultima di questo racconto è quella di voler rappresentare diversi periodi della mia vita, attraverso le vicende di altri personaggi; quali uomini di un mondo lontano molto simile alla nostra realtà. L’unica mia speranza è quella di esser riuscito a trasmettere tali emozioni.

Stiamo parlando di un genere dark-fantasy, assolutamente molto particolare e desueto. Come si è avvicinato a questo stile? E a quale segmento di pubblico vorrebbe avvicinarsi?

"In verità, il dark fantasy, seppur non molto lontano dalle mie ispirazioni sopracitate, è un genere che ho iniziato ad approfondire da poco. La mia scelta dell’ambito letterario dark, sei anni fa, è stata fortemente condizionata dalle tematiche trascendentali, oniriche e storicamente legate a periodi oscuri del nostro vissuto. Raccontare il viaggio nel regno dei morti necessita, inevitabilmente, di uno stilema narrativo legato ai canoni dell’occulto, magicamente inteso. A questo, aggiungo anche un dover tenere conto dei dogmi da noi conosciuti. La tematica dell’aldilà è sempre stata presente tra i fondamenti di ogni cultura e sempre ha affascinato e intimorito i ricercatori della stessa. Questa paura dell’ignoto è tra i temi centrali del mio racconto e con essa il protagonista affronta le avversità che gli si pongono innanzi, seppur presentando un mondo che, a prima vista, può sembrare semplicemente magico e avventuroso".

"Il mio intento era quello di indirizzare il racconto ad un pubblico più adulto. Questo perché ho voluto narrare la realtà di un mondo corrotto, nel modo più crudo e realistico possibile. Avendo paura di pormi dei limiti, in un decennio limitato da censure e pregiudizi, ho preferito mettere in chiaro da subito le modalità adottate per narrare queste vicende. Se parliamo di amanti del genere, direi che si tratta di un romanzo destinato unicamente alla cerchia fantasy. Anche se lo dico con tutta l’umiltà di questo mondo. Sono un neofita in questo campo e ho ancora tanto, troppo da imparare".

Il tema della violenza è trattato con cura e in maniera assolutamente approfondita. Quanto c’è di autobiografico nella sua storia?

"Per quanto il romanzo, in diversi punti, sia fortemente legato a diversi miei stati d’animo che hanno caratterizzato il periodo di stesura, posso dire che di autobiografico ci sia relativamente poco. Almeno, non per quanto riguarda le vicende del protagonista. Leonardo Armidi, infatti, è ispirato a più persone che ho conosciuto nella mia vita, la cui vicenda ho voluto esasperare in queste pagine. Per quanto riguarda me, dire che c’è molto nel mio carattere tra gli atteggiamenti adottati da alcuni personaggi del Limbo. In particolare, due personaggi rappresentano ciò che penso attualmente di essere, mentre altri due rappresentano il modello di persona alla quale ho sempre auspicato. La violenza, qui raccontata, in realtà è molto lontana da ciò che ho vissuto in prima persona. Per fortuna, aggiungerei. Questo perché la crudeltà esplicitamente riportata è propria di un mondo che, più facilmente, ritroviamo tra le pagine di quotidiani e vediamo spettacolarizzata su tv e web. La storia dell’uomo, poi, ci ha insegnato tanto sui limiti verso i quali alcuni sono in grado di spingersi, per interessi e per la paura stessa di soccombere. Detto più semplicemente: non avrei potuto raccontare questa storia diversamente".

Cosa si aspetta dalla pubblicazione di quest’opera?

"Sono sincero, già la pubblicazione, dopo sei anni di incertezza, è stata la mia conquista più grande. Farlo leggere a chi mi è accanto, farlo conoscere anche a parenti lontani mi ha già dato tutta la soddisfazione che pretendevo dalla mia opera. Certamente, non nego che riuscire ad ampliare la mia utenza non sia un traguardo ancora più soddisfacente, ma essendo alle prime armi, con ancora tanti errori da correggere e tanta strada da fare, direi che questo primo passo sia stato più che appagante".

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