Lunedì, 2 Agosto 2021
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Green Pass "a due livelli": che cosa può cambiare con il nuovo decreto di Draghi

Tante ipotesi, spetta al governo trovare la sintesi oggi. Le Regioni chiedono che in zona bianca il green pass si applichi solo ai grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. L'esecutivo non lo ritiene sufficiente

C'è attesa per la cabina di regia e per il Consiglio dei ministri. Oggi è il giorno, a meno di improbabili rinvii: dalla prossima settimana con un nuovo decreto dovrebbero cambiare i parametri per definire i colori delle Regioni, le modalità di utilizzo del green pass, e non ci sono dubbi sulla proroga dello stato di emergenza. Ad allungare i tempi il 'muro' delle Regioni, nonché le fibrillazioni interne alle forze di maggioranza. Con i malumori che, soprattutto sulla proroga a lungo termine dello stato di emergenza e sul green pass, animano la Lega, con il leader Matteo Salvini che si schiera al fianco dei governatori: "Non si può limitare la vita a 30 milioni di italiani". Continua a salire la curva dei contagi giornalieri.

Green Pass, la distanza tra governo e regioni

Le Regioni hanno messo le cose in chiaro: chiedono che i parametri per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla, con tutte le limitazioni del caso, prevedano il 30% dei posti letto occupati negli ospedali e il 20% nelle terapie intensive.  Il governo pensa a una percentuale del 5% per le terapie intensive e del 10% per i reparti medici

Ma soprattutto i "governatori" chiedono che in zona bianca il green pass si applichi solo ai grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi. In sintesi, ricorrere al certificato verde per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite. Invece il governo - con il premier Mario Draghi in testa ed eccezione fatta per il Carroccio - esige di più per fermare la corsa del virus, che complice la variante Delta è tornato a far paura (anche se i ricoveri sono ancora pochissimi, come ha fatto notare ieri Zangrillo). Distinguendo le attività su tre livelli: i servizi essenziali che non richiedono green pass, quelli che ne prevedono una versione 'light' -dunque una sola dose con una data già fissata e ravvicinata per la seconda- e infine l'elenco delle attività per cui il certificato verde dovrà attestare la vaccinazione completa.

Non si esclude la necessità della certificazione verde per spettacoli, viaggi, sport. Si tratta ancora sui ristoranti al chiuso, ma la linea prevalente sarebbe quella di prevedere un pass "leggero", quindi rilasciato a chi ha effettuato soltanto una dose, oppure il tampone negativo effettuato nelle 48 precedenti. La distanza con le Regioni è tangibile, difficile da accorciare. Per bar e ristoranti, ad esempio, il governo vuole introdurre il green pass, anche se solo per i tavoli all'interno e pur con una sola dose, lasciando comunque libere le consumazioni al bancone o all'esterno del locale. E questo anche in zona bianca: una presa di posizione che fa storcere il naso al fronte dei governatori.

In sintesi, potrebbe essere un green pass a due livelli: con una dose di vaccino per andare al ristorante al chiuso, con doppia dose per i luoghi più affollati. È una delle ipotesi che il governo discuterà nelle prossime ore. Prevedendo che nelle aree dove maggiore è la circolazione del virus sia prevista ovunque la doppia dose. C'è parecchia confusione in queste ore.

L'obbligo di certificato verde sui mezzi pubblici?

Potrebbe essere un percorso a tappe, da qui a settembre, quello che il governo ha in mente, per rendere più stringente l'uso del certificato verde, complice il rientro a scuola nonché il ritorno dalle vacanze agostane. E che nelle ultime ore non avrebbe escluso, assicurano fonti di governo, l'obbligo di certificato verde sui mezzi pubblici a partire da metà settembre. L'ennesimo nodo difficile da sbrogliare, su cui il confronto, in queste ore, è andato avanti serrato tanto da portare a un rinvio come sulla scuola: la decisione su bus e metro dovrebbe essere presa più avanti e non in questo decreto. Anche perché risulta difficile ipotizzare davvero controlli di questo tipo sui mezzi pubblici: a chi sarebbero affidati? Realisticamente, non servirà alcun pass sui mezzi pubblici.

Oggi, salvo nuovi ma improbabili rinvii, l'attesa cabina di regia con Draghi, poi un nuovo confronto con le Regioni, dunque il Consiglio dei ministri che dovrà varare il nuovo decreto. Dove verrà messa nero su bianco anche la nuova data dello stato d'emergenza, probabilmente -ma al momento non vi è ancora certezza - 31 dicembre (altra ipotesi è 31 ottobre). A spiegare le ragioni che hanno mosso il governo, con ogni probabilità, sarà lo stesso Draghi, che dovrebbe tornare a parlare in conferenza stampa, al termine di una giornata che si annuncia complicata.

"Tutelare la salute sì, mettere in sicurezza chi ancora non è vaccinato sì, ma escludere dalla vita sociale domani per decreto 20-30 milioni di italiani assolutamente no", insistono Matteo Salvini e la Lega. Secondo Salvini, il green pass "può essere uno strumento utile per accedere a grandi eventi come concerti o partite di calcio", ma "non può diventare un ulteriore appesantimento burocratico per i cittadini". "Tradotto: non si può pretendere il green pass, per esempio, per chi ordina un semplice caffè al bar", sottolinea, definendo "ragionevole" la proposta delle Regioni: "nessuna scelta traumatica e improvvisa".

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