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Giovanni Iozzoli vs Italpizza: la petizione a sostegno della lotta per la verità

Il giornalismo di inchiesta in difesa del lavoro e della libertà di espressione

Il giorno 7 maggio 2024 il Tribunale di Modena ha condannato Giovanni Iozzoli, scrittore, delegato sindacale e redattore di “Carmilla online”, al pagamento di circa 20.000 euro (tra risarcimento e spese legali) a favore dell’azienda Italpizza, colosso dell’export agroalimentare emiliano.

Italpizza si era sentita diffamata da un articolo di Iozzoli, pubblicato nel 2019, nel quale si raccontava della durissima vertenza sindacale che aveva costretto l’azienda, per diversi mesi, a un prolungato braccio di ferro con le sue maestranze. Al centro della vertenza il lavoro povero, precario, gli appalti interni e i contratti inadeguati: cioè l’eterna ricetta della “competitività” all’italiana.

Il racconto di quella lotta, prodotto da Iozzoli, ha portato a una denuncia per diffamazione aggravata da parte di Italpizza; il primo grado di giudizio si è concluso con la pesante condanna emessa ai danni di un cittadino non tutelato da alcun ordine professionale – reo solo di aver osato criticare le politiche occupazionali e le relazioni sindacali, promosse da un gigante industriale.

Rifondazione Comunista irpina è al fianco del sindacalista e scrittore Giovanni Iozzoli, modenese di origini irpine,  che il 7 maggio è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Modena a pagare circa 20 mila € alla nota azienda Italpizza, che lo aveva querelato per diffamazione aggravata. Giovanni Iozzoli attraverso i suoi articoli ha raccontato una dura vertenza sindacale e la lotta di lavoratrici e lavoratori per uscire da una condizione di precarietà e lavoro povero, criticando le politiche occupazionali e le relazioni sindacali tenute dalla azienda. Per noi questa non è una colpa, anzi grazie agli articoli di Giovanni Iozzoli l’opinione pubblica ha conosciuto le motivazioni alla base della vertenza sindacale ed ha potuto apprezzare il miglioramento delle condizioni di lavoro che la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori è riuscita ad imporre. Condannare Giovanni Iozzoli a questa pesante sanzione significa condannare il giornalismo di inchiesta e il diritto dell’opinione pubblica ad una informazione completa e non subalterna ai potentati di turno. Questa sentenza di condanna non riguarda solo Giovanni Iozzoli ma interessa l’intero mondo del lavoro, e per questo il Partito della Rifondazione Comunista sostiene Giovanni Iozzoli e aderisce alla petizione in sua solidarietà:   https://www.change.org/p/solidariet%C3%A0-a-giovanni-iozzoli 

Federazione irpina del Partito della Rifondazione Comunista.

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