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Attualità San Martino Valle Caudina

San Martino Valle Caudina in lutto per la scomparsa di Gianni Raviele

Giornalista Rai, fondatore e presidente storico della Pro loco sammartinese

La comunità di San Martino Valle Caudina piange la scomparsa di Gianni Raviele: giornalista Rai, fondatore e storico presidente della Pro Loco sammartinese.

Nato il 23 gennaio 1932 a San Martino Valle Caudina, Raviele è stato per anni responsabile della redazione cultura del Tg1. A lui, inoltre, si deve il merito di aver istituito il telegiornale delle 13:30, insieme ad Andrea Barbato e Piero Angela, e alcune trasmissioni di prestigio come "Prisma" e "Primissima".

È stato, infine, vicedirettore del Tg2 dal 1995 al 1997.

La Pro Loco: "Il nostro Paese perde una pietra miliare"

È proprio l'associazione, in una nota, a ricordarne la figura: "La morte di Gianni Raviele, fondatore e storico presidente della nostra Pro Loco, ci rattrista non poco. Il nostro paese perde una pietra miliare della sua recente storia culturale ed un uomo buono che ha saputo lavorare per il bene della sua terra che ha amato profondamente. La Pro Loco ha vissuto con lui la sua stagione migliore. La visione alta della cultura, la capacità di leggere in anticipo i segni dei tempi ed un vissuto lavorativo di tutto rispetto, ne hanno fatto un personaggio simbolo del nostro sud e del nostro paese. Il prossimo anno la Pro Loco ricorderà il cinquantesimo di fondazione. Sarà l'occasione giusta per tributare a Gianni Raviele l' omaggio che merita".

"Con Raviele toccati artisti e arti ai massimi livelli"

Anche l'amministrazione comunale, in una nota, ha dedicato un pensiero a Gianni Raviele: "San Martino oggi piange un protagonista della storia e delle vicende collettive. Fine, lucido, profondo, appassionato, metodico, studiosissimo, intellettuale. Protagonista della politica Irpina: conosciuto, apprezzato, coetaneo, collega e interlocutore privilegiato dei grandi politici avellinesi. Giornalista Rai, Presidente della Proloco, solo per ricordare alcuni suoi  titoli: il suo spessore, il suo percorso professionale è noto, non tocca a noi menzionarlo, probabilmente, non ne siamo nemmeno all'altezza. Ma con grande tristezza e, nello stesso tempo, grande gioia e riconoscenza per tutto quello che ha fatto per questo paese, oggi lo salutiamo. Siamo certi di esprimere il sentire e il senso dell' intera comunità. Chiunque, particolarmente ogni Sanmartinese, liberamente, gratuitamente ha potuto usufruire, godere, apprezzare e conoscere arte, spettacoli, artisti, fotografia, danza, pittura, musica, cinema, teatro, luoghi e musei lontani. Avvicinarsi, conoscere, vedere, toccare artisti e arti ai massimi livelli: da Branduardi a De Andrè, a Dalla, a Pino Daniele a Vasco; da Fiume a Cascella, Artese, Iodice;da Savignano a Fracci, da Piazzolla a Luisa Conte a Rivoli, Lollobrigida, Romina e Albano, De Gregori, Venditti, Barenson, Facchetti. Troppi per non dimenticare nessuno, troppi e appartenenti ad ogni ambito dello scibile umano. E la biblioteca, la pinacoteca, i suoi documentari, i suoi libri,  il museo della civiltà contadina; il corteo storico con uno studio certosino di quello di Assisi; gli scambi culturali e i viaggi con i un giovani del paese verso i paesi dell'Est e l'ospitalità ricambiata per portarli, loro innamorati della nostra cultura, a visitare le nostre straordinarie meraviglie. Tanti spunti, idee, stimoli, iniziative, tanti semi...la conoscenza, la cultura, lo studio, il sapere, il sapere per capire. Questa la sua chiave di lettura per leggere la realtà, questa la chiave che ha cercato di offrire e rendere disponibile agli altri, a tutti: il sapere. Noi, i Sanmartinesi, la terra, la mia madre terra,  il paese dell'anima, le persone e i personaggi, il dolore condiviso con noi non più personale e intimo ma innalzato e sublimato quale moto dell'animo. Tanto da dire, tanto da riflettere, ma soprattutto, infinitamente da ringraziare".

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