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Coronavirus, definita la tabella del rischio: ecco i settori più esposti e quelli più sicuri

Per individuare quali attività ripartiranno prima si farà ricorso sia ai criteri di sicurezza delle singole imprese sia alle categorie di rischio per i lavoratori di ogni settore

La task force guidata da Vittorio Colao e istituita dal Governo per definire la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, ha stilato una tabella per valutare quali sono i settori e le attività a basso, medio o alto rischio, a seconda delle relative aggregazioni di persone. I settori produttivi sono suddivisi secondo quattro classi di rischio, individuate attraverso colori differenti:

Tabella dei rischi

Verde – rischio basso

Rosa – rischio medio-basso

Giallo – rischio medio-alto

Rosso – rischio alto

Cosa dice la tabella

I settori con le classi di aggregazione più alta sono le attività ricreative, artistiche e di intrattenimento, ma il rischio concreto è considerato “basso”. Altro settore che registra un 4 come classe di aggregazione sono le attività sportive, di intrattenimento e di divertimento, ma anche qui il rischio effettivo è “medio-basso”. Lotterie, scommesse e case da gioco sono anche considerate tra quelle con aggregazione maggiore, e in questo caso il rischio è “medio-alto”.

Categorie di lavoratori  più a rischio 

Le categorie di lavoro con un rischio più alto di contagio, quelle che nella tabella riportano rischio “alto”, sono: trasporto aereo, assistenza sanitaria e assistenza sociale non residenziale.

Quelle ritenute più a rischio sono l’assistenza sociale e quella sanitaria, insieme al trasporto aereo. Alto il rischio anche per l’assistenza sociale residenziale, per i servizi alla persone e per le attività svolte dal personale domestico.

Rischio medio-alto 

Oltre alle lotterie e al gioco, a rischio chi si occupa della gestione delle reti fognarie,  chi lavora nel campo della pubblica amministrazione, della difesa e dell’assicurazione sociale, servizi di assistenza sociale e residenziale, attività varie di servizi alla persona e attività di famiglie e convivenza come datori di lavoro domestico, colf e badanti.

Lavoratori che rischiano di meno

I settori lavorativi che invece presentano un basso rischio, associato anche a un basso livello di aggregazione, sono diversi: agricoltura, silvicoltura e pesca, estrazione di minerali da cave e miniere, manifattura, e cioè industrie e fabbriche di vario tipo, con l’unica differenza della riparazione, installazione e manutenzione di macchine e apparecchiature che presentano rischio assembramento 2 e rischio contagio medio-basso.

Scarsi rischi anche per chi lavora nelle costruzioni, nel campo assicurativo e finanziario, immobiliare e tutti gli studi professionali.

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