Martedì, 27 Luglio 2021
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I microchip nei vaccini: l'ultima, assurda fake news sul coronavirus

Negli Stati Uniti la disinformazione dilaga più della variante Delta, le immunizzazioni sono ferme al palo e i decessi tornano ad aumentare. Sono più persone del previsto a credere in quest'assurda teoria: attenti, dunque, a non cascarci

Non mancano mai i richiami all'attenzione e alla prudenza nei confronti delle fake news sul coronavirus: in tutto il mondo, ormai, e non solo nella nostra regione, sono sempre più numerose le notizie false sul Covid-19 e sui vaccini. Notizie che, tuttavia, riescono comunque a trovare sempre più forti sostenitori o credenti: persone che, il più delle volte, confondono la realtà con l'assurdità, più che con la fantasia.

Negli Stati Uniti, in particolare, la disinformazione dilaga tanto quanto la variante Delta. E la bufala del microchip sottopelle è sfuggita di mano. Stando ad un sondaggio di YouGov e The Economist una persona su cinque pensa che il governo stia approfittando della campagna vaccinale per installare dei dispositivi utilizzati per il controllo degli individui. La percentuale di chi crede  alla fake news è ovviamente più alta tra chi non si è vaccinato e non ha intenzione di farlo (51%), ma - udite udite - la pensa così anche il 9% di coloro che hanno ricevuto entrambe le dosi.

Sul totale degli intervistati il 20% crede ciecamente alla storia del microchip, un altro 14% non ne è così certo ma neppure scarta del tutto l'ipotesi e solo il 66% reputa la teoria infondata.

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Ma ci sono altri dati che fanno riflettere. Il 18% delle persone intervistate dà credito ad una fake news in voga da anni e già ampiamente smentita secondo cui i vaccini causerebbero l'autismo, un altro 25% si dice incerto, mentre il 58% respinge seccamente questa teoria.

Non è finita. Agli intervistati è stato chiesto se la minaccia del coronavirus fosse stata enfatizzata per ragioni politiche e il 40% del totale ha risposto un deciso sì, tra cui l'85% di chi non vuole fare il vaccino e il 28 di chi è completamente immunizzato. Il sondaggio è stato realizzato su un campione di 1.500 adulti intervistati dal 10 al 13 luglio con un margine di errore stimato intorno al tre per cento. Stando ai risultati i più restii a vaccinarsi sono coloro che votano a destra: il 29% degli elettori Repubblicani non ha infatti alcuna intenzione di immunizzarsi contro il 4% dei democratici.

La percentuale di chi rifiuta il vaccino è inoltre più alta tra i bianchi rispetto a neri ed ispanici ed è molto più elevata nelle persone con un basso livello di istruzione. Tralasciando le fake news sui microchip, il 90% del campione ha dichiarato di non volersi vaccinare per il timore di possibili effetti collaterali, mentre solo il 16% ritiene che la maggior parte dei nuovi contagi si verifichi tra i non vaccinati. Una bella fetta di no vax e scettici del resto è convinta che il vaccino non serva affatto a prevenire il contagio e l'83% pensa di non aver nulla da temere se dovesse contrarre il Covid-19.

Vaccinazioni al palo: gli Stati Uniti hanno un problema

Negli Stati Uniti l'esitazione vaccinale è un problema molto serio. Nonostante l'enorme disponibilità di vaccini ad oggi i cittadini completamente immunizzati sono il 48,3% del totale, mentre il 55,71% ha ricevuto almeno una dose. A preoccupare è soprattutto l'andamento delle prime dosi. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti sono stati superati da Canada, Italia, Germania e Francia. Tutti Paesi che avevano iniziato la campagna vaccinale al rallentatore a causa della scarsa disponibilità di dosi. E che ora sono davanti agli States (grafici in basso 'Our world in data').

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Per convincere gli scettici le autorità le hanno provate tutte, dalla lotteria da un milione di dollari nello stato dell'Ohio ai buoni da 500 dollari in Alaska. In West Virginia per convincere i giovani a vaccinarsi è stato promesso loro un buono risparmio di 100 euro, altri Stati hanno invece provato con birre e spinelli in omaggio. Ma non è servito a molto. Le percentuali di immunizzazione più basse si registrano nel Midwest e negli Stati del sud. In diversi Stati più della metà della popolazione non ha ricevuto neanche una dose di vaccino.

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"È come avessimo due Americhe" ha detto l'immunologo Anthony Fauci. "Ci sono intere regioni, siano Stati, città o contee, con basse percentuali di vaccinazione che sono maggiormente esposte a nuove ceppi del virus con un grande livello di contagiosità". E c'è un altro problema non da poco: secondo i dati del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) a inizio luglio si contavano 15 milioni di persone che avevano saltato la seconda dose o per evitare effetti collaterali o perché convinti che una fosse sufficiente.

La variante Delta responsabile dell'80% dei contagi

Intanto però nel Paese la variante Delta dilaga. Oltre l'80% dei nuovi casi di coronavirus sono riconducibili a questa mutazione  che si trasmette in maniera "straordinaria" e ha una contagiosità che va "ben oltre" tutte le altre varianti finora confermate, ha detto Fauci parlano in Senato. All'udienza era presente anche il direttore dei Centri per il controllo delle Malattie (Cdc) Rochelle Walensky, che ha affermato che il numero medio di decessi negli Stati Uniti è salito a 239 al giorno, con un aumento del 48% rispetto alla settimana precedente. La stragrande maggioranza dei decessi avviene tra le persone non vaccinate, ha precisato Walensky. Lo scorso 4 luglio sempre Fauci ha fornito alla Nbc dei numeri che parlano da soli. Il 99,2% dei morti per covid negli Usa non erano vaccinati.  

Le fake news sui social e le accuse di Biden a Facebook

Ma nonostante tutto la disinformazione galoppa. Secondo un report redatto dal Center for countering digital hate, un'organizzazione no profit che monitora l'odio online e la disinformazione legata al coronavirus, il 70% dei contenuti falsi sui vaccini postati sui social sarebbero opera di dodici "influencer" che per inciso non si sono fatti scrupoli nel monetizzare le paure dei cittadini ricavandone lauti profitti. E I social network sono stati accusati dal presidente americano Biden di non fare abbastanza per fermare le bufale anti-vacciniste. "La disinformazione su covid e vaccini uccide la gente e i social sono complici" ha detto nei giorni scorsi il capo della Casa Bianca facendo riferimento proprio alla ricerca citata sopra.

Accuse pesanti alle quali Facebook ha risposto così: "L'amministrazione Biden ha scelto di dare la colpa ad alcune aziende americane ma i fatti dicono che l'accettazione del vaccino fra gli utilizzatori di Facebook negli Stati Uniti è aumentata". Biden ha infine chiarito il suo punto di vista. "Facebook non sta uccidendo le persone. Queste 12 persone sono lì fuori a far circolare informazioni false. Chiunque le segua ne rimane intaccato. Questo sta uccidendo le persone. È cattiva informazione. La mia speranza - ha detto ancora il presidente Usa - è che Facebook, invece di prenderla sul personale faccia qualcosa contro la disinformazione, contro le informazioni oltraggiose sui vaccini. Questo è quello che intendevo".

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