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Martedì, 24 Maggio 2022
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Nuova sanità territoriale, il vecchio Moscati di Viale Italia diventerà Ospedale di Comunità

Il progetto, già inviato alla Regione Campania, verrà realizzato con i fondi del Pnrr: accordo raggiunto tra Azienda Ospedaliera e Asl di Avellino

Il vecchio Moscati di Viale Italia tornerà, ben presto, a vivere. L'Azienda Ospedaliera di Contrada Amoretta e l'Asl di Avellino hanno, infatti, raggiunto l'accordo per utilizzare la struttura del centro cittadino di Avellino quale sede del nuovo Ospedale di Comunità, nell'ambito del piano "Nuova sanità territoriale" predisposto dalla Regione Campania.

Piano "Nuova sanità territoriale": che cos'è e quali saranno i comuni irpini coinvolti

Il progetto, già inviato alla Regione, sarà finanziato mediante i fondi derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), nell'ambito del piano più volte preannunciato nei giorni scorsi dal Presidente Vincenzo De Luca. Il costo dell'intervento, secondo l'edizione odierna di IrpiniaTv, si aggirerà intorno a un valore complessivo di circa due milioni di euro e sarà volto a conferire nuova linfa alla struttura di Viale Italia, che potrebbe così riaprire, nelle nuove vesti, già entro la fine del 2023.

Ma quello dell'ex Moscati non sarà l'unico Ospedale di Comunità a vedere la luce in Irpinia. Dalla nota pubblicata in data odierna dall'Asl di Avellino, infatti, si evince che: "In particolare, il piano 'Nuova sanità territoriale' prevede la realizzazione, per l’ASL di Avellino, di 3 Ospedali di comunità (Avellino, Moschiano e Monteforte Irpino), oltre a quello già realizzato a Bisaccia nell’ambito dell’APQ Progetto Pilota Alta Irpinia; 10 Case della comunità (Moschiano, Monteforte Irpino, Lioni, Lapio, Bisaccia, Fontanarosa, Avellino, Castel Baronia, Montecalvo Irpino, Montoro) e 4 Centrali operative territoriali (Avellino, Monteforte Irpino, Moschiano, Vallata), con l’obiettivo di fare da raccordo tra i vari soggetti coinvolti nell’assistenza sanitaria, decongestionando i grandi ospedali e fornendo servizi più vicini ai bisogni del cittadino. Nell’ambito del piano 'Nuova sanità territoriale' è previsto un importante investimento per l’acquisto di apparecchiature tecniche; per l’Asl di Avellino: n. 1 telecomandato, n.1 TAC di nuova generazione da 128 slices, n. 1 Ecocardiografo, n. 1 tavolo radiologico e n. 1 angiografo presso il P.O. di Ariano Irpino e n. 1 Risonanza magnetica di nuova generazione presso il P.O. di Sant’Angelo dei Lombardi. Inoltre, 4 milioni di euro saranno destinati al completamento del fascicolo sanitario elettronico e del programma di digitalizzazione dell’Asl".

Morgante: "Potenzieremo l'assistenza sanitaria in Irpinia"

“Con il PNRR e il Piano Nuova sanità territoriale della Regione Campania andremo a potenziare l’assistenza sanitaria sul territorio della provincia di Avellino - afferma il Direttore Generale dell’Asl Maria Morgante - grazie alla realizzazione di strutture sanitarie più prossime ai cittadini e più vicine ai loro bisogni. Per il nostro territorio è una grande occasione di investimento, anche in termini di nuove apparecchiature da destinare ai Presidi Ospedalieri e nel processo di digitalizzazione dell’Asl. Ciò avrà importanti ricadute proprio sull’assetto dell’assistenza sanitaria, andando ad accorciare le distanze tra cittadino e Servizio sanitario”.

De Luca: "Una grande sfida che ci terrà impegnati nei prossimi mesi e anni"

Il piano 'Nuova sanità territoriale' era già stato illustrato dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso dell'ultima videodiretta: "Abbiamo presentato, il programma di investimenti importante nella medicina territoriale della nostra Regione. Abbiamo la possibilità di investire 380 milioni di euro per realizzare 169 case di comunità, 45 ospedali di comunità e così via. Con i fondi europei dovremmo realizzare una rete di medicina territoriale, che dovrebbe avvicinare i cittadini alla sanità pubblica ed evitare l'afflusso continuo, improprio e inutile negli ospedali e nei pronti soccorsi. Dovremmo completare questo piano in tre anni. Abbiamo anche detto che ci sono due criticità che il Governo non ha ancora risolto: 169 case di comunità significa 5.000 persone da assumere, altrimenti come le reggiamo queste case di comunità? Dobbiamo avere, innanzitutto, personale pubblico e poi fare accordi e collaborazioni con i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e così via. E' una grande sfida che ci terrà impegnati nei prossimi mesi e anni".

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