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L'epidemia rallenta, da oggi tutta l'Italia in zona gialla

Con la sola esclusione della Valle d'Aosta il Paese torna in zona gialla: vince il rischio ragionato di Draghi

L'epidemia rallenta: da qualche giorno i numeri dei contagi e dei ricoveri sono infatti in calo, ieri 93 morti sotto quota 100 per la prima volta dal 20 ottobre 2020. Le terapie intensive diminuiscono di 26 unità, i ricoveri ordinari diminuiscono di 369 unità. Sono 13.913 le persone ancora ricoverate in ospedale. Di queste, 12.134 si trovano in reparti non critici (ieri 12.496), mentre 1.779 sono in terapia intensiva (ieri 1.805).

L'analisi dei dati indica che le riaperture scattate lo scorso 26 aprile e decise secondo il criterio del "rischio ragionato" non si sono associate a una ripresa della curva epidemica. Da oggi tutta Italia sarà in zona gialla, tranne la Valle d'Aosta in arancione. Ma il 17 maggio è anche una data importante per definire i passaggi ulteriori per un graduale ritorno alla normalità dell'Italia, in vista dell'estate. Oggi si riunisce la cabina di regia politica nella quale il governo farà il tagliando alle restrizioni in vigore e dovrà prendere una decisione sul coprifuoco. E sono attese indicazioni anche sulla riapertura dei centri commerciali durante il weekend e sulla ripartenza dei matrimoni. Non solo, perché lunedì è in programma anche una riunione dei tecnici dell'Iss e del ministero della Salute, dalla quale dovrebbero scaturire i nuovi parametri per definire le fasce di colore delle regioni.

Le parole incoraggianti di Locatelli: "Draghi ha avuto ragione" 

"L’analisi dei dati indica che le aperture decise secondo il criterio del ‘rischio ragionato’ non si sono associate a una ripresa della curva epidemica. L’ultima analisi settimanale indica un Rt inferiore a quello della settimana precedente (0.86 contro 0.89) e che l’incidenza cumulativa di casi ogni 100.000 abitanti e’ scesa a un valore nazionale di 96". 

Lo dice Franco Locatelli, oncoematologo coordinatore del Cts, in un’intervista al Corriere della Sera. “L’analisi della prossima settimana – spiega Locatelli – ci dara’ un quadro ancora piu’ compiutamente definito, ma, non avere, al momento, segnali di allerta e’ incoraggiante anche nella prospettiva di nuove misure di apertura, quali per esempio il prolungamento del coprifuoco, che il governo si accinge ad adottare. Resta fondamentale il principio ispiratore della gradualita’ e progressivita’ ricordato anche recentemente dal presidente Draghi“.

Nonostante i dati incoraggianti non bisogna abbassare la guardia e ricordare che il Covid può essere controllato ma bisogna conviverci. Lo afferma a Che Tempo che Fa Fauci. 

Le parole dell'immunologo Fauci 

"Il Covid si può controllare ma non eliminare. Presto vaccino dai 12 anni anche in Italia. Non credo si possa eliminare il Covid. Possiamo controllarlo. Dovremo continuare a vaccinare con richiamo ogni anno o anno e mezzo. Ma possiamo interrompere questa pandemia, possiamo ridurre le infezioni in modo che non sia più una minaccia pubblica". Così l’immunologo americano Anthony Fauci, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Fauci ha ricordato che un solo agente patogeno è stato finora eradicato, quello del vaiolo. "Negli Usa — ha a ricordato — stiamo vaccinando con Pfizer gli adolescenti dai 12 anni in su. Credo che il via libera alle vaccinazioni da questa età verrà dato molto presto anche in Italia e altrove" .

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