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Sabato, 22 Giugno 2024
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Edilizia giudiziaria: confronto ad Avellino con i candidati sindaci

L'incontro presso l'Aula Magna del Tribunale di Avellino ha offerto un'importante opportunità di dialogo tra i candidati alla carica di sindaco e la comunità legale

Oggi, presso l'Aula Magna del Tribunale di Avellino, si è svolto un importante incontro con tutti i candidati alla carica di primo cittadino del Comune Capoluogo, centrato sul tema dell'edilizia giudiziaria. Il confronto, fortemente voluto e promosso dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Avellino, è stato guidato dal presidente Fabio Benigni.

L'incontro presso l'Aula Magna del Tribunale di Avellino ha offerto un'importante opportunità di dialogo tra i candidati alla carica di sindaco e la comunità legale

"L'incontro ha rappresentato l'occasione per conoscere al meglio le proposte dei candidati su un tema caro alla categoria professionale che ci onoriamo di rappresentare," ha commentato il presidente Benigni. Da tempo, Benigni segue con attenzione l'annosa vicenda dell'edilizia giudiziaria e le condizioni in cui versa il palazzo di Piazzale De Marsico, già sottoposto a interventi di adeguamento dal punto di vista dell'antincendio. "Dobbiamo cercare di essere realisti e ipotizzare soluzioni volte a valorizzare l'attuale struttura, per porre rimedio a tutte le problematiche che ben conoscete e che purtroppo affliggono l'attuale Palazzo di Giustizia. Noi siamo comunque disponibili a qualsiasi soluzione effettivamente realizzabile. Penso che avere un Palazzo di Giustizia possa rappresentare un elemento positivo per l'intera città. Naturalmente, quando parliamo di giustizia, ci riferiamo a una delle funzioni fondamentali dello Stato. C'è una necessità di rendere più dignitoso l'attuale Palazzo di Giustizia. Se verranno avanzate proposte concrete, lo sottolineo, noi siamo pronti a valutarle, allo stato attuale ci sono problemi di archivio. È pur vero che l'informatizzazione e la digitalizzazione hanno dettato regole diverse, sia in termini di deposito degli atti che di partecipazione fisica. Nel processo civile, la partecipazione fisica è diminuita rispetto al passato", conclude Benigni. 

Le proposte dei candidati 

Durante l'incontro, i candidati hanno esposto le loro visioni e progetti per migliorare le strutture giudiziarie della città, un tema cruciale per la comunità legale e per l'efficienza della giustizia. Il confronto ha permesso di mettere in luce le diverse strategie proposte per affrontare le problematiche attuali e future dell'edilizia giudiziaria ad Avellino.

"La prima cosa da fare è tenere conto delle esigenze di chi lavora nel settore, ossia giudici e avvocati. Dopodiché, il metodo è basato su condivisione e persuasione", afferma Aldo D'Andrea. "Ovviamente, ci sono molte cose che andrebbero sistemate. L'amministrazione precedente ha almeno tentato di fare delle proposte, ma in alcune aree non è stato fatto nulla. Bisogna considerare molti aspetti prima di avanzare delle proposte. Innanzitutto, vorrei ricordare a me stesso e agli altri che mi ascoltano che le esigenze di un tribunale oggi, in termini di spazio, non sono più quelle di vent'anni fa, poiché è in atto un sistema di digitalizzazione che sta progredendo e che spero completi il suo iter, riducendo così la necessità di spazi per l'archiviazione. Dunque, il tribunale, così com'è, forse è sovradimensionato. Su questo dovranno pronunciarsi gli avvocati. Se le esigenze ritenute valide da giudici e avvocati sono queste, è ovvio che bisogna avviare un discorso, come dicevo prima, di persuasione e condivisione".

"Il futuro del Palazzo di Giustizia è uno dei punti qualificanti del nostro programma. Pensiamo a una città solidale nei tre pilastri: solidarietà economica, solidarietà sociale e solidarietà ambientale", dichiara Rino Genovese. "Perché ciò avvenga, è importante per me costruire un parco qui nel centro urbano. Piazza d'Armi tornerà a essere una piazza, con parcheggi sotterranei che risolveranno il problema del congestionamento del traffico in questa zona e permetteranno l'utilizzo dei parcheggi da parte dei cittadini. È ovviamente importante trovare un sito dove costruire la cittadella giudiziaria. Abbiamo idee chiare che stiamo condividendo anche con i ministeri. Ne parleremo oggi e cercherò di far condividere questa idea anche all'ordine degli avvocati".

"È fantasioso voler abbattere il Palazzo di Giustizia, come ho sentito, per costruire qualcosa di nuovo", afferma Vittorio Boccieri. "Per quale motivo? Il Palazzo di Giustizia è perfettamente adeguato alle sue funzioni attuali. Anzi, è stato recentemente approvato un piano di riassetto sotto il profilo antisismico e della sicurezza. Quindi, sprecheremmo ulteriori soldi. Il bilancio del Comune è completamente azzerato a causa delle amministrazioni precedenti, che hanno realizzato attività finanziarie sorprendenti. Parlo di 100 milioni di debito, se non di più. Pertanto, pensare di imporre ancora una volta ai cittadini di Avellino ulteriori costi per l'edilizia giudiziaria è superfluo e fantasioso. Consideriamo che ci sono molte strutture inutilizzate ad Avellino. Guardiamoci intorno: vediamo edifici abbandonati anche nel centro della città, e poi pensiamo di ristrutturare il Palazzo di Giustizia di Piazza d'Armi. Con il processo civile telematico e la spinta tecnologica attuale, in alcune zone è diventato superfluo. Ad esempio, l'archiviazione avviene ormai in modo telematico, quindi non c'è più bisogno degli enormi spazi previsti negli anni Sessanta per l'archiviazione e altre funzioni. Sarebbe veramente uno spreco di denaro a carico dei cittadini di Avellino, che già pagano le tariffe massime per servizi e imposte". 

"Per fornire una risposta concreta e soddisfare le esigenze della giustizia, è essenziale dialogare con coloro che vivono questa realtà", afferma Modestino Iandoli. "Pertanto, è necessario avere un forte senso pratico e, soprattutto, capacità di ascolto. Sappiamo che c'è un progetto di riqualificazione edilizia delle opere pubbliche, il quale ha un costo di 5 milioni di euro. Se riusciremo a trovare un accordo su questa proposta, saremo obbligati ad accompagnarlo. Altrimenti, siamo disponibili a esplorare tutte le soluzioni che possano dare una risposta definitiva a questo annoso e ancora irrisolto problema".

"Prima di tutto, questa opera è di Marcello Canino, uno dei grandi razionalisti italiani. Noi siamo a favore della ristrutturazione del tribunale esistente; l'amministrazione uscente non ha presentato alcun progetto sul PNRR riguardante l'edilizia circolare", dichiara Antonio Gengaro. "Siamo uno dei pochi comuni d'Italia che non ha presentato alcun progetto su questo tema e, ovviamente, nel parcheggio va realizzato, come immaginavamo tanti anni fa, un parcheggio internazionale dove possiamo ospitare anche parte degli archivi del tribunale".

"Per me, il Tribunale dovrebbe rimanere, e nel corso del tempo si potrebbero apportare modifiche per migliorare la sua funzionalità", afferma Gennaro Romei. "Al momento, siamo una città di 50 mila abitanti, e con l'evoluzione del processo, soprattutto in materia civile, che avviene via telematica, non vedo la necessità di una città giudiziaria".

"La problematica è tanto complessa quanto delicata", afferma Laura Nargi. "Noi abbiamo affrontato questo ragionamento con gli operatori del diritto e lo abbiamo anche definito nel nostro programma elettorale, cosa che gli altri non hanno fatto. Si stanno inventando proposte senza dati certi. Questo non può essere solo un mero slogan elettorale. La questione è molto delicata. Ci sono due soluzioni possibili. Sicuramente potrebbe essere la riqualificazione dell'edificio, della casa della giustizia, anche se è un po' complesso spiegarlo qui, perché ci sono 5 milioni di Euro del Ministero della Giustizia, ma è un progetto che risale a 10 anni fa, quindi bisogna aggiornarlo e trovare altri 5 milioni di Euro, perché con il sovrapprezzo dei materiali il costo del progetto è salito a 10 milioni. Per quanto riguarda il dislocamento del palazzo, nella N.I.01, ci abbiamo provato in questi anni con i privati, volevamo unire le nostre quote pubbliche per coinvolgere il privato, ma lo stesso privato non ha presentato la sua proposta, come invece ci aspettavamo. Per quanto riguarda invece l'edificio dell'Ex Mostati, purtroppo o per fortuna De Luca ha già annunciato che lì ci sarà la sede dell'ASL, ha già annunciato 20 milioni per riqualificarlo, quindi il problema non è tanto abbatterlo e farlo diventare un giardino con parcheggi, come speravo anch'io in questi 5 anni. Si vede quindi che c'è poca informazione, non ci sono basi su cui non hanno studiato negli ultimi anni e non hanno seguito le vicende della città".

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