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Giovedì, 26 Maggio 2022
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"Economia della catastrofe, Pnrr e Aree interne": tavola rotonda al Circolo della Stampa

L'iniziativa rientra nel programma organizzato dalla Cgil di Avellino, dal titolo "Quaranta e non vederli un anno dopo", in memoria del tragico sisma del 23 novembre 1980

Si è svolta oggi pomeriggio, presso il Circolo della Stampa di Avellino, l'iniziativa intitolata "Economia della catastrofe, Pnrr e Aree interne". Alla tavola rotonda odierna, hanno partecipato: Gianni Colucci, giornalista de Il Mattino, Franco Fiordellisi, segretario generale Cgil Avellino, Pasquale Pisano, presidente Asi Avellino, Paolo Ricci, docente dell'Università di Napoli Federico II, e, in collegamento online, Gianna Fracassi, vice segretaria Cgil Nazionale.

L'iniziativa rientra nel programma organizzato dalla Cgil di Avellino, dal titolo "Quaranta e non vederli un anno dopo", in memoria del tragico sisma del 23 novembre 1980.

Ricci: "Partire dalla conoscenza del territorio"

Secondo Paolo Ricci, docente dell'Università Federico II: "Il terremoto non l'abbiamo mai messo alle nostre spalle. Il Pnrr è una grande speranza – mi verrebbe da dire quasi un'illusione – sulla quale però dobbiamo fare grande attenzione. Ci troviamo in una fase politica molto particolare. Al di là delle esperienze e delle competenze, bisognerebbe partire dalla conoscenza del territorio. Vedo ritardi non tanto dal centro, ma dalle periferie: l'impressione è che il piano ci sia, ma dobbiamo incarnare su quelle strategie le impressioni della comunità".

Pisano: "L'Asi deve farsi trovare pronta"

Queste le dichiarazioni del Presidente Asi di Avellino, Pasquale Pisano: "Il Consorzio ha avuto un ruolo importante in questi 41 anni, rappresentando un'occasione di rilancio per i territori martoriati. Ancora oggi, al netto della crisi economica e del Covid, avere 3.000 persone che vivono in quelle aree industriali è motivo di grande orgoglio per la nostra provincia. Alla luce delle decisioni già intraprese per il territorio provinciale, il Consorzio deve farsi trovare pronto, perché quando parliamo di Zes, non possiamo far mancare il nostro contributo. Non dimentichiamo che, nelle aree industriali della nostra provincia, il nostro tessuto è già rappresentato da aziende di calibro internazionale. Non avremo difficoltà a fare sì che anche la nostra imprenditoria possa avere occasioni di rilancio".

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