Ecco perché la Campania è in zona gialla: la spiegazione dell'ISS

Oggi l'Istituto superiore di Sanità e Ministero della Salute hanno spiegato la ragione delle decisioni

“È vero che il numero assoluto dei contagi in Campania è alto ma se andate a vedere l’indice Rt è relativamente basso, seppure sempre superiore a 1".

 È quanto emerso oggi  nella diretta video sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia con il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, che hanno illustrato gli indicatori che hanno portato all’ordinanza del 4 novembre.

Dunque la Campania è gialla e non arancione perché secondo Il direttore generale della prevenzione presso il Ministero della Salute "La Campania ha molti casi, ma ha un Rt molto più basso ad esempio di Lombardia o Calabria. Tanti contagi, la trasmissione è molto aumentata nelle scorse settimane, ma adesso in qualche modo si è stabilizzata. Per cui c'è un Rt non particolarmente alto - dice - Evidentemente  le ordinanze regionali possono avere avuto un certo effetto sulla trasmissione". 

Rezza aggiunge che per stabilire il livello di rischio 

"si lavora su indicatori come incidenza, Rt, occupazione posti letto: se c’è una regione con apparentemente pochi casi e alta occupazione terapie intensive, quella è una regione in sofferenza. Sono dati che vanno letti nella loro interezza. Dati che fanno riferimento a incidenza, Rt e resilienza". Dati che comunque fornisce la Regione e che possono variare di settimana in settimana. 

Brusaferro ha infatti spiegato che"Ci sono una serie di strumenti che ci aiutano a capire come affrontare il rischio. Il primo, normato con un decreto del ministero della Salute del 30 aprile, viene istituita la cabina di regia, che fa capo al ministero, per collezionare ed elaborare una valutazione del rischio su base settimanale. E ci da' un'indicazione abbastanza precisa di come viaggia il virus. Il flusso di questi indicatori viene generato nei servizi sanitari regionali e inviato a Iss e ministero, quindi vengono assemblati i dati e vengono poi valutati secondo una dimensione del rischio. Questo viene fatto su base settimanale – ha aggiunto – in stretta collaborazione tra regioni, Iss e ministero. In cabina di regia peraltro ci sono anche 3 rappresentanti delle regioni, da Lombardia, Umbria e Campania". 

Rezza infine ha confermato che le zone a rischio in Campania sono l'area Metropolitana di Napoli lungo la direttrice nord fino al Casertano e non la zona Sud (Salernitano-Cilento).

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