Scuola, le Regioni chiedono la didattica a distanza: scontro con il Governo

Per i ministri competenti la scuola è "il luogo più sicuro"

Il Governo lavora perché la scuola continui a restare in presenza, ma le Regioni sembrano non essere d'accordo e chiedono di puntare forte sulla didattica a distanza. L'ultimo scontro sul tema si è consumato ieri. Da un lato la ministra Azzolina che sostiene: "La scuola è un luogo sicuro. Stiamo ultimando il monitoraggio sui contagi a scuola sulla quarta settimana e c'è poca crescita, il tendenziale è lo stesso delle settimane precedenti. Con questi dati dovrei lasciare gli studenti a casa? Spiaceche qualcuno pensi che studenti e studentesse possano essere sacrificabili".

Le Regioni puntano sulla didattica a distanza

Le ragioni della ministra sono avallate dal collega alla Salute Speranza, ma trovano l'opposizione della Conferenza delle Regioni: I governatori puntano il dito soprattutto sulla questione trasporti, visti i tanti episodi di sovraffollamento registrati su bus e metropolitane in queste settimane. Ma la scuola non va chiusa e il ministro Speranza replica: "I giovani hanno pagato un prezzo enorme con la chiusura di scuole e università e ora dobbiamo provare ad alzare la soglia di attenzione. Rispetto a marzo-aprile il contagio è presente in tutto il Paese. Lavoriamo per evitare le misure più drastiche, dobbiamo lavorare per sfruttare il vantaggio che abbiamo rispetto ad altri Paesi".

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