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Covid, il Governo approva il nuovo decreto: resta il coprifuoco alle 22

Una lunga riunione ha preceduto il Cdm per dirimere il nodo del coprifuoco che Lega, Forza Italia e Italia Viva avrebbero voluto spostare dalle 22 alle 23

Era fissato alle 17, ma è iniziato con un'ora di ritardo il Consiglio dei ministri che in poco più di una mezz'ora ha riscritto la roadmap delle riaperture. Secondo quanto si apprende non vi sarebbe nessun cambiamento al testo del decreto legge riaperture rispetto alla bozza circolata ieri

Fonti ministeriali hanno spiegato che prima del Cdm si è tenuta una riunione supplementare - e informale - sul nodo del coprifuoco con la Lega in prima linea per spostarlo alle 23 laddove la cabina di regia della settimana scorsa aveva optato per mantenere le 22, anche con i ristoranti aperti a cena. A favore dello spostamento dalle 22 alle 23 anche Forza Italia e Italia Viva oltre alle Regioni, ma fonti di governo sentite dall'Adnkronos sostengono che sarebbe stato proprio il premier Mario Draghi a spingere per confermare l'attuale limite delle 22 sostenendo la posizione del ministro della Salute Roberto Speranza. 

Il coprifuoco serve per fermare i contagi?

Sul 'nodo' dell'orario il comitato tecnico scientifico ha precisato che il limite del coprifuoco alle 22 non sarebbe venuta da un'indicazione del Cts "mai consultato su questo specifico aspetto che - si sottolinea nel Cts - è sempre stata una decisione politica". Il prolungamento di un'ora sarebbe stato necesario in vista della riapertura, anche a cena, dei ristoranti all'aperto. Ma al momento nell'esecutivo sembra prevalere la linea della prudenza. Nella bozza di decreto circolata ieri non vi era alcun riferimento esplicito. 

Ma vediamo dunque che cosa è stato deciso.

Resta il coprifuoco alle 22, tornano le zone gialle, si allargano le visite

L'articolo 1 del 'decreto riaperture' prevede il ripristino della disciplina delle zone gialle così come la possibilità di spostarsi tra le regioni in fascia di rischio gialla e bianca.

Gli spostamenti verso le zone arancioni o rosse saranno consentiti con le cosiddette 'autocertificazioni verdi', ossia quelle comprovanti "lo stato di avvenuta vaccinazione o guarigione" dall'infezione dal Covid, o "l'effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo". Il green pass per viaggiare ha validità di: sei mesi per i vaccinati, sei mesi per i guariti, 48 ore con tampone negativo. Occhio a non sgarrare: si rischia il carcere. L'apparato sanzionatorio del decreto riaperture prevede il carcere per una serie di reati in cui incorre chi manomette o falsifica o abusa delle possibilità consentite dalla certificazione verde.

Sale a quattro il limite delle persone che potranno andare in visita ad amici e parenti nelle regioni gialle e arancioni. Mentre restano vietate nelle zone rosse. 

Riaprono i cinema e dal 1 giugno palestre e stadi

Dal 26 aprile 2021 in zona gialla ristoranti all'aperto aperti pranzo e cena (fino alle 22). Nessun limite di orario per i clienti dei ristoranti di alberghi e altre strutture ricettive. Dal 1 giugno in zona gialla ristoranti anche al chiuso dalle ore 5:00 e fino alle ore 18:00

Tra le attività consentite dal nuovo decreto ci sono quelle dei centri sportivi. Pertanto dal 15 maggio riaprono le piscine all'aperto nelle zone gialle, dal primo giugno le palestre. Già dal 26 aprile nelle zone gialle sarà consentita l'attività sportiva anche di squadra e di contatto come il calcetto e il basket.

Riaprono dal prossimo 26 aprile anche cinema e teatri ma al 50 per cento della capienza, fino a 1.000 spettatori all'aperto e 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi. Ovviamente solo in zona gialla. Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde. Dal primo giugno si potrà andare a eventi sportivi con capienza degli stadi o palazzetti non superiore al 25% e non più di 1000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso.

Dal primo luglio 2021 la bozza del nuovo decreto prevede la riapertura, sempre e solo in zona gialla delle attività dei centri termali, dei parchi tematici e dei parchi divertimento nel rispetto dei protocolli anti Covid. 

Scuole superiori in presenza al 60%: la retromarcia di Draghi nel decreto riaperture

Parziale retromarcia sulle scuole: riapriranno sì ma ci sono alcune concessioni agli amnistratori locali. In zona rossa le scuole superiori saranno aperte almeno al 50% mentre in tutte le altre fasce di rischio dovrà essere assicurata la didattica in presenza solo "ad almeno il 60% della popolazione studentesca".

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