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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Bollette luce e gas: il nuovo decreto del governo contro i rincari

Prima la cabina di regia, poi il Consiglio dei ministri e la conferenza stampa di Draghi: ecco il piano e le risorse per famiglie e imprese

Quella delle tariffe delle bollette è una corsa senza freni. Secondo i dati forniti dall'autorità per l'energia Arera, nel primo trimestre 2022 l'energia elettrica ha fatto registrare un aumento del 131% rispetto ai primi tre mesi del 2021. Non va meglio per il gas naturale: +94%. Per far fronte ai rincari e cercare di contenere i prezzi delle bollette, il governo ha varato oggi un nuovo intervento con misure a sostegno delle famiglie e delle imprese, in aggiunta ai 9,5 miliardi di euro già stanziati negli ultimi mesi per fronteggiare i rincari energetici.

Bollette: il nuovo decreto del governo contro i rincari

Nella mattinata di oggi si è tenuta a Palazzo Chigi una nuova cabina di regia a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Mario Draghi e i ministri Stefano Patuanelli, Andrea Orlando, Roberto Speranza, Mariastella Gelmini, Giancarlo Giorgetti ed Elena Bonetti, mentre il Consiglio dei ministri si è riunito alle 15.30 per varare le nuove misure. Dopo il Cdm il premier terrà una conferenza stampa con i ministri Daniele Franco (economia), Giancarlo Giorgetti (sviluppo economico) e Roberto Cingolani (transizione ecologica). Secondo le indiscrezioni filtrate finora, l'intervento dovrebbe essere di circa 7,5 miliardi di euro, di cui circa 5,8 per il secondo trimestre del 2022. Non dovrebbe esserci il ricorso a un nuovo scostamento di bilancio, che richiederebbe un ulteriore passaggio in Parlamento. In sintesi, gli stanziamenti dovrebbero essere così ripartiti:

  • 3 miliardi per l'azzeramento degli oneri di sistema sull'elettricità sia per le famiglie che per le pmi e le imprese più grandi;
  • riduzione dell'Iva sul gas al 5% per circa 590 milioni;
  • riduzione degli oneri sul gas per 480 milioni;
  • rafforzamento del bonus sociale per 500 milioni;
  • credito di imposta per le imprese energivore per 700 milioni e per le imprese gasivore per circa 500 milioni. 

La fetta più grande delle risorse dovrebbe essere destinata a un intervento sul contenimento del costo dell'energia elettrica nel secondo trimestre dell'anno (come già avvenuto nel primo), per circa 3 miliardi di euro. Nel dettaglio, si tratta dell'azzeramento degli oneri generali di sistema sull'elettricità (voce sotto cui ricadono molte iniziative sia per il miglioramento dell'efficienza energetica sia per il sostegno di varie politiche industriali), sia per le famiglie che per le piccole e medie imprese e le aziende più grandi.

Lo stesso intervento dovrebbe arrivare anche per contenere il prezzo del gas nel secondo trimestre del 2022, finanziato con la riduzione dell'Iva al 5% per circa 590 milioni e la riduzione degli oneri sul gas per 480 milioni. Ulteriori 700 milioni di euro sarebbero stanziati a favore delle cosiddette aziende "energivore", cioè che richiedono grandi quantità di energia elettrica per operare correttamente, e 500 milioni per le imprese "gasivore". Sarebbero poi previsti 500 milioni per il rafforzamento del bonus sociale, 250 milioni di euro per gli enti territoriali alle prese con l'aumento delle bollette, a cui si sommano 400 milioni destinati alle regioni per i rincari di luce e gas negli ospedali.

Il credito d'imposta per le imprese

Arriva anche il credito d'imposta per le imprese che effettuano investimenti per l'efficienza energetica e promuovono la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle regioni del sud, pari a 145 milioni di euro all'anno per il biennio 2022 e 2023. Per promuovere invece la produzione di energia elettrica rinnovabile e l'autoconsumo per le piccole e medie imprese nasce il "fondo rinnovabili pmi" con una dote di 267 milioni. Per quanto riguarda il credito d'imposta, rientrano nell'agevolazione "gli investimenti per conseguire maggiore efficienza energetica e per l'auto produzione di energia da fonti rinnovabili nell'ambito delle strutture produttive".

Il fondo per l'automotive

Con il decreto bollette dovrebbe arrivare anche un fondo unico pluriennale per il settore dell'automotive. Ci dovrebbe essere uno stanziamento di 800 milioni nel 2022, che poi salirà a un miliardo l'anno. Al momento sono ancora in fase di definizione le specifiche tecniche interessate da questo intervento, fermo restando che l'obiettivo del governo rimane quello di accelerare sulla transizione verso modelli di auto meno inquinanti.

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