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De Luca ha prenotato Sputnik: cosa non quadra nel "caso" del vaccino russo in Campania

Draghi ha avvertito: "La pronuncia di Ema non arriverà prima di tre o quattro mesi. Starei attento a fare contratti"

Vincenzo De Luca ha prenotato Sputnik V, firmando un contratto con la Russia per le forniture del farmaco con un affidamento senza bando e con procedura negoziata per motivi di urgenza. Il governatore, che ha ringraziato "l'ambasciata italiana a Mosca per il supporto fornito", vorrebbe comprarlo, ma il vaccino russo non è ancora stato autorizzato. È tutto in una determina firmata il 24 marzo scorso da Mauro Ferrara, direttore generale di Soresa, società della regione Campania che svolge il ruolo di centrale degli acquisti dei prodotti destinati alle aziende del sistema sanitario regionale. Tutto però è subordinato alla condizione dell'autorizzazione a Sputnik da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Una sorta di acquisto congelato. Ma andiamo con ordine.

Soresa-2

Soresa ha affidato all'operatore economico Human Vaccine, rappresentato dal Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), la fornitura del vaccino anti coronavirus. Il contratto e la conseguente fornitura sono subordinati al sì di Ema e Aifa al vaccino russo. La determina dirigenziale è stata firmata due giorni fa dal direttore generale di Soresa e chiude una procedura iniziata lo scorso 2 marzo, quando la giunta regionale della Campania ha demandato a Soresa "ogni adempimento attuativo per la verifica della possibilità di acquisire sul mercato dosi vaccinali ulteriori rispetto a quelle disponibili per il territorio regionale della Campania".

Soresa ha verificato la disponibilità da parte di società farmaceutiche che abbiano prodotto vaccini per l'immunizzazione del Sars-Cov-2 "già autorizzati ovvero in corso di autorizzazione presso l'Ema e l’Aifa e già in corso di somministrazione in Italia o in altri Paesi europei o extraeuropei". Human Vaccine, si legge nella determina, "è stato l'unico, tra quelli interpellati, a manifestare la disponibilità a fornire alla regione Campania un vaccino anti-Covid 19".

Nel ricorrere alla procedura competitiva con negoziazione, si legge ancora, Soresa "ha condotto con l’operatore economico, in considerazione della peculiarità dell'oggetto del potenziale affidamento, della sua natura, della complessità dell'operazione e del rischio connesso, un'intesa attività di confronto e di negoziazione rispetto all'offerta iniziale, per ottenere, nel rispetto della normativa vigente in materia, condizioni vantaggiose per la fornitura del siero vaccinale". L'efficacia del contratto, come detto, resta comunque "sospensivamente condizionata al conseguimento delle autorizzazioni da parte degli enti regolatori (Ema e Aifa)".

Cosa ha detto De Luca sull'acquisto del vaccino russo Sputnik 

Nel consueto aggiornamento del venerdì sull'emergenza covid, oggi De Luca ha parlato così della questione Sputnik: "Dopo settimane di confronto abbiamo stipulato un contratto di fornitura con chi produce il vaccino Sputnik V, al momento non compreso tra quelli trattati dall'Ue e dall'Italia. L'abbiamo però prenotato. Il contratto prevede che diventi operativo immediatamente dopo l'approvazione da parte dell'Ema o dell'Aifa. Insomma, andremo avanti da soli per la parte aggiuntiva possibile. Riteniamo che questo contratto possa aprire una strada per l'Italia, un esperimento al servizio del Paese. Una volta coperte le esigenze dei nostri concittadini campani, metteremo a disposizione i vaccini ulteriori in un contesto di solidarietà nazionale. Mi pare una scelta di civiltà, non possiamo essere oggetto dei ricatti delle aziende produttrici. Lo Sputnik è stato usato in 60 Paesi, a San Marino ad esempio. L'Aifa sia veloce, si pronunci in un mese così da avere noi e tutti gli italiani la possibilità di avere questo vaccino".

De Luca tra realtà e propaganda

Al di là dei consueti toni incolleriti a cui il governatore-sceriffo ci ha abituati da mesi, la domanda è: una regione può agire da sola comprando dosi di vaccino? A febbraio ci aveva provato Luca Zaia, chiedendo l'autorizzazione per l'approvvigionamento in proprio del Veneto con il vaccino Pfizer. Finì travolto dalle polemiche. D'altronde, se ciascuna regione facesse da sé, i prezzi dei vaccini lieviterebbero. Per questo ci sono precise procedure comunitarie per contrattare tutti insieme con il coordinamento europeo. De Luca lo sa, immaginiamo, ma fa finta di ignorarlo per fare propaganda, azzardiamo.

E così, mentre il governatore campano attacca il governo e prenota Sputnik urlando ai quattro venti che "andremo avanti da soli", si pone oltre le regole di Bruxelles e più avanti di quelle dell'Agenzia per i medicinali chiamata a studiare l'efficacia e la sicurezza del vaccino russo. L'Ema, infatti, non ha ancora autorizzato il farmaco sviluppato dal Centro nazionale russo di ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleja. E i tempi di attesa non saranno brevi. "La pronuncia dell'Ema non arriverà prima di tre o quattro mesi. Se tutto va bene il vaccino sarà disponibile nel secondo semestre 2021. Starei attento a fare contratti", ha avvertito oggi il presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa sulle nuove misure anti covid. Ma De Luca, forse, ha fatto finta di non ascoltare.

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