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"De Luca disse resistete 15 giorni, è passato un mese e mezzo", la battaglia per il delivery continua

Ancora nessun segnale per la ripartenza delle consegne a domicilio

“In Campania riapra il cibo a domicilio”.

Ad affermarlo all’Ansa è stato Pasquale Russo, direttore generale di Confcommercio Campania.

“A più di un mese dal lockdown è necessario avviare un confronto per individuare un percorso condiviso per per riattivare in sicurezza l'attività di consegna a domicilio da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, un servizio che nelle altre regioni italiane è tuttora consentito. Riteniamo si possa conseguire un duplice obiettivo: fornire un utile servizio alla cittadinanza, che potrebbe ulteriormente limitare le uscite da casa, e dare respiro ad un comparto il cui ritorno alla piena attività avrà tempi lunghissimi rispetto ad altri settori d'impresa. Stiamo parlando di circa 4000 imprese in Campania, oltre 1200 solo a Napoli. Auspicando un confronto costruttivo in tempi brevi”.

Alla Confcommercio gli fa eco il presidente Fipe che evidenzia come il presidente De Luca non abbia aperto spiragli neanche per il 4 maggio, data indicata dal Governo Conte per la fase 2.

De Luca non apre al domicilio neanche per il 4 maggio? 

“De Luca – dice Di Porzio – ci disse resistete per 15 giorni. Ma ora e’ passato un mese e mezzo e abbiamo chiesto due volte un appuntamento ma stiamo aspettando. Neanche per il 4 maggio ci sono arrivati segnali. Io mi rendo conto che e’ facile chiudere tutto ma le consegne garantirebbe a qualche piccola azienda di sopravvivere e darebbe un servizio ai consumatori. Ho amici a Milano che mi raccontano del pranzo di Pasqua che gli e’ stato consegnato a domicilio”.

Ristoranti campani penalizzati 

La crisi investe ogni settore della ristorazione come spiega Egidio Cerrone, creatore della catena Puok. L'imprenditore evidenzia la penalizzazione a cui sono andati incontro i ristoratori campani. Nel resto d’Italia – scrive sui social – il governo dà gli stessi aiuti ma è permesso il delivery. Se solo in Campania non è permesso, tutte le aziende di ristorazione campane sono estremamente svantaggiate e si ritroveranno alla fine della pandemia con le ossa ancora piu’ rotte: fuori dalla Campania hanno gli stessi aiuti ma non stanno incassando zero come noi. Fateci fare un delivery supercontrollato o continuate si’ con la disparità, ma anche negli aiuti”.

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