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Covid, i virologi chiedono il lockdown totale: Speranza è d'accordo

Il governo Draghi deve decidere sul lockdown totale con chiusura delle scuole che il consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi ha chiesto al ministro Roberto Speranza

Ieri il consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, ha chiesto la chiusura immediata dell'Italia, anche delle scuole, per fronteggiare la variante inglese e prevenire la terza ondata dell'epidemia di coronavirus. L'esperto ha dichiarato: "Un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata". 

Il consenso di Crisanti

Il virologo Andrea Crisanti, riprendendo l’appello del consulente  del ministero della Salute Walter Ricciardi, dice all’AdnKronos: “Un lockdown nazionale? È quello che ho detto anche io. Fra una settimana la variante inglese si diffonderà a una velocità senza precedenti e qui si parla di riaprire tutto“.

“C’è un totale scollamento tra quelle che sono le aspirazioni della gente, come vengono interpretate dalla politica, e quella che è la realtà – spiega Crisanti. Ancora non ci siamo allineati con l’esigenza di fermare il contagio. La variante inglese è già nel 20% dei casi in Italia.”

“Il vero problema è che manca un piano nazionale di sorveglianza delle varianti. Se una variante emerge in qualche posto c’è solo una cosa da fare: non la zona rossa come quella di ora ma una zona rossa come era quella di Codogno. Per impedire che si diffonda non ci sono alternative. La variante inglese è destinata ad aumentare. In tre settimane è passata da meno di 1% al 20%, è quella che diventerà predominante nel nostro Paese” è l’analisi del professore di microbiologia e direttore del dipartimento di Medicina molecolare all’Università di Padova.

Le dichiarazioni di Walter Ricciardi a Che Tempo Che Fa 

La strategia pro lockdown è stata rilanciata da Ricciardi anche a Che Tempo Che Fa su Rai Tre: "Credo che il ministro Speranza sia convinto di questa nuova fase, spero che il presidente del Consiglio Draghi recepisca e che il governo appoggi, ma dipende dal governo". E ancora:  "Ci siamo parlati, non si è pronunciato perché sono decisioni che deve prendere il governo e il presidente del Consiglio. Spero che il presidente del Consiglio recepisca e vada in questa direzione".

La strategia del no-Covid, ha aggiunto, "ci consentirà di tornare alla normalità in mesi, non in anni". Ricciardi ha inoltre precisato di non avere "rapporti con il presidente del Consiglio, ma con Speranza". Con il ministro "sono sempre stato in piena sintonia sul rigore delle misure, ma da settembre non siamo riusciti ad essere impattanti pienamente sulle decisioni del governo, soprattutto perché - ha concluso - il precedente presidente del Consiglio e alcuni ministri non erano d'accordo sull'adozione di misure così forti".

Il retroscena 

E le sue parole hanno rivelato un retroscena di cui si era parlato molto negli ultimi tempi: negli ultimi mesi dell'emergenza coronavirus il governo è stato spaccato tra l'ala rigorista dei ministri Boccia e Speranza, supportati dai rappresentanti del Partito Democratico nell'esecutivo, e quella "aperturista" del MoVimento 5 Stelle e di Italia Viva con i quali si era decisamente schierato Giuseppe Conte. 

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