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Multe e mascherine: tutto quello che c'è da sapere (e quando si può fare ricorso)

Si può fare ricorso? Va indossata anche in auto? Cosa succede se si viene beccati senza mascherina e si ha meno di 14 anni?

C'è ancora chi non ha capito, o non vuole adeguarsi.  Indossare la mascherina è ormai la precauzione minima, lo si dice e lo si legge ovunque da 8 mesi, ma è invece una delle cause principali delle sanzioni comminate dalle forze dell'ordine nel corso dei controlli in questi giorni nelle zone rosse e arancioni. Le sanzioni salate, da 400 a mille euro, ma sempre pagabili a rate: la multa inoltre può colare fino a 280 euro se si versano i soldi entro 5 giorni.

Multe a chi è senza mascherina: si può fare ricorso?

La mascherina protettiva si conferma il metodo ad oggi più efficace per evitare il contagio; per questo la sua obbligatorietà è stata estesa a tutti i luoghi all'aperto: strade, piazze, parchi pubblici e centri storici, anche dove è rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro e durante l'attività motoria. Cosa rischia chi non indossa la mascherina? I vari Dpcm e ordinanze locali chiariscono tutto. Alcune di esse - è il caso di Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia - vietano di toglierla anche per mangiare e fumare, se non è assicurato il distanziamento.

La multa è sempre la stessa da inizio anno. Ai trasgressori viene comminata la multa sancita dal decreto Cura Italia che oscilla da 400 a 1000 euro che può essere aumentata in caso di violazioni reiterate, a discrezione delle Forze dell'ordine in ogni situazione. Va rimarcato che per questa violazione non ci sono conseguenze penali; si tratta, infatti, di una sanzione di tipo amministrativo e, come tale, può essere pagata in misura ridotta del 30% entro 5 giorni dalla notifica.

Non tutti devono pagare di tasca propria. Infatti se a non indossare la mascherina protettiva sono i ragazzi sotto i 14 anni, la multa sarà a carico dei rispettivi genitori o tutori. Rischia la sanzione anche chi indossa la mascherina sotto il mento o lascia scoperto naso o bocca. Insomma, va messa correttamente, altrimenti è totalmente inutile. Un piccolo gesto di rispetto versoil prossimo e verso se stessi: non sembra un'impresa impossibile.

Quando e come si possono contestare? Chi pensa di aver subito una multa ingiusta può fare ricorso secondo le vie ordinarie, come previsto per le contravvenzioni stradali: entro 30 giorni dinanzi al giudice di pace oppure entro 60 giorni dinanzi al prefetto. Ma chi paga la multa tempestivamente beneficiando dello sconto perde il diritto a presentare il ricorso. Stesso importo e metodo di contestazione per chi viola la distanza di sicurezza di almeno un metro e il generico divieto di assembramento.

Bisogna mettere la mascherina in auto?

Tra le varie possibili multe in cui si rischia di incappare se si trasgredisce alle norme anti-Covid, c’è anche quella sull’utilizzo della mascherina in auto. Le sanzioni previste vanno da 533 a 1.333 euro. Come ricorda laleggepertutti.it, chi viaggia da solo non deve usarla. Ma cosa succede se nella vettura ci sono più persone?

Come conferma il nuovo Dpcm di inizio novembre, non è vietato trasportare in macchina una persona non convivente, come un amico o un parente che non vive nella stessa casa del conducente, ma in questo caso diventa obbligatorio l’uso della mascherina per tutte le persone a bordo oppure il distanziamento tra loro. Significa quindi che i non conviventi presenti in auto dovranno occupare i sedili posteriori vicino al finestrino (aperto) e lasciare libero il posto anteriore e quello posteriore centrale.

L'auspicio di Mattarella: "Mascherine per convinzione, non solo per imposizione"

Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'ha ribadito: "Dobbiamo, tutti, adottare i comportamenti di prudenza suggeriti: le mascherine, l'igiene, il distanziamento, la scelta di fare a meno di attività e incontri non indispensabili. Non per imposizione, non soltanto per suggerimento o per disposizione delle pubbliche autorità ma per convinzione. Liberi e, proprio per questa ragione, responsabili". Liberi, e con la mascherina sempre sul volto per coprire le vie respiratorie. Almeno per qualche altro mese.

E' di una settimana fa la circolare del Capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi per intervenire in modo efficace e tempestivo sulla prevenzione degli assembramenti, a seguito "delle preoccupanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine". L'invito era quello di convocare in via d'urgenza i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica al fine di programmare controlli più serrati e concordare con i sindaci l’utilizzo degli strumenti per il contenimento del fenomeno, in vista soprattutto dei weekend.

A partire dall’applicazione delle misure indicate nell'ultimo Dpcm sull'interdizione di strade o piazze potenzialmente interessate da assembramenti che – come specificato con la circolare del 20 ottobre 2020 - può anche avvenire attraverso il contingentamento degli accessi. La circolare richiama, sempre ai fini di una più efficace prevenzione degli assembramenti, la possibilità per i sindaci di far ricorso alla chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

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