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Sabato, 21 Maggio 2022
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Covid, Draghi: "Stiamo affrontando la pandemia con approccio diverso rispetto al passato"

Le parole del Presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa di oggi: "Dobbiamo cercare di avere un'impressione che guarda al futuro, ma anche al passato"

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha tenuto oggi pomeriggio una conferenza stampa sugli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal Governo.

Draghi: "La scuola è importante per la nostra democrazia: va tutelata, non abbandonata"

"Questa conferenza stampa ha al centro i primi provvedimenti di quest'anno, da affrontare con fiducia e unità" esordisce Draghi. "Il Governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti contagiose con un approccio diverso rispetto al passato. Dobbiamo ricordare che la scuola è importante per la nostra democrazia: va tutelata, non abbandonata. Vanno ringraziati i dirigenti scolastici e gli insegnanti per tutto il lavoro fatto in questi mesi. Quasi l'80% della popolazione italiana ha iniziato il ciclo vaccinale, quasi il 40% ha completato la terza dose. Persone non vaccinate hanno maggiori possibilità di sviluppare le forme gravi della malattia. Per questo, invito i cittadini che non si sono ancora vaccinati a farlo".

Un bilancio sul 2021 che si è appena concluso: "Abbiamo visto un numero di morti ancora una volta tragico, ma inferiore rispetto a quello del 2020. Le nostre scuole hanno riaperto, prima a metà aprile, seguendo l'esempio dei grandi Paesi europei che hanno una situazione pandemica simile alla nostra. Siamo stati tra i primi ad adottare l'obbligo vaccinale per tutta una serie di categorie professionali. Ora, la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione gli ospedali, soprattutto per quanto concerne la popolazione non vaccinata. Ci siamo mossi sulla base di dati per l'obbligo vaccinale over 50, per cui chi ha più di 50 anni corre più rischi. Dobbiamo cercare di avere un'impressione che guarda al futuro, ma anche al passato. Abbiamo affrontato tante sfide difficili, le abbiamo superate grazie all'impegno dei cittadini, delle istituzioni. Ci proveremo di nuovo".

Bianchi: "Le nostre scelte, oggi, stanno pagando"

Queste le parole del Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi: "Abbiamo operato con grande attenzione in questo periodo: appena abbiamo avuto l'autorizzazione dall'Ema, abbiamo iniziato la vaccinazione dei più piccoli e regolato, per fasce d'età e condizione vaccinale, tutte le possibilità, incluse anche la DaD, uno strumento utile se misurato, però, in tempi specifici e integrato in piani predisposti da ogni scuola. Ricordo anche che, quest'anno, abbiamo assunto molti insegnanti tramite concorso e avevamo inserito anche altri insegnanti con incarico annuale. Ci siamo affidati alle scelte che abbiamo fatto e che, oggi, stanno pagando".

Speranza: "Poco più del 10% i non vaccinati. Occupano i 2/3 delle terapie intensive e il 50% dei ricoveri in area medica"

Questi i dati riguardanti le vaccinazioni anti-Covid in Italia, fornite dal Ministro della Salute Roberto Speranza: "L'ultimo decreto fa fare un passo in avanti al nostro Paese. Noi, ormai abbiamo raggiunto numeri importanti nella campagna vaccinale: stamattina, alle 6, eravamo all'89,41% di persone sopra i 12 anni che hanno avuto almeno una prima dose. Restano, quindi, poco più di un 10% le persone al di sopra dei 12 anni che non hanno ricevuto una dose. Eppure, questa piccola percentuale occupa i 2/3 dei posti in terapia intensiva e il 50% dei ricoveri in area medica. L'obiettivo essenziale del Governo è quella di ridurre la percentuale di non vaccinati, per evitare di pesare sugli ospedali".

Locatelli: "Sempre posizioni unanimi all'interno del Cts per quanto concerne la scuola"

Ecco, infine, le parole di Franco Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico: "All'interno del Cts non vi è stata nessuna voce dissonante, rispetto alle misure adottate dal Governo. Vi è stata una riunione non più tardi del giorno 7 e si è analizzata la situazione epidemiologica del Paese, senza che si levasse nessuna voce dissonante rispetto a quanto adottato. Ho letto di voci critiche per quanto riguarda l'apertura delle scuole: da quando ho il privilegio e l'onore di dirigere il Cts, la scuola è stata affrontata in 7 riunioni diverse e ogni volta c'è stata una posizione unanime, la più forte ribadita nell'ultima riunione, che sottolineava la priorità della scuola e la tutela della didattica in presenza, in quanto veniva evidenziato non solo il danno che ne derivava in termini di percorso educativo-formativo, ma anche in termini di strutturazione della personalità e del rischio di deprivazione psico-affettiva che gli studenti sviluppano nel momento in cui non hanno la possibilità di socializzare".

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