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Covid, le scuole fanno fatica: si pensa alle turnazioni

L'ipotesi potrebbe concretizzarsi con l'aumento dei contagi

Anche in Irpinia, dopo le recenti chiusure di diversi plessi scolastici, si farà di tutto e di più per portare a termine l'anno scolastico iniziato da poche settimane, ma la situazione è molto complessa. I dirigenti scolastici lanciano l’allarme. Sono ancora numerose le scuole che aspettano i docenti (molti supplenti ancora non si vedono) e i banchi monoposto e l’Associazione nazionale dei presidi ha scritto direttamente alla ministra Lucia Azzolina chiedendo di convocare con urgenza il Tavolo nazionale permanente, previsto dal protocollo di sicurezza per la riapertura delle scuole. Ci sono anche segnalazioni di problemi nei rapporti con le Asl per gli avvisi alle famiglie su un’eventuale quarantena.

Come scrive Lorena Loiacono sul Messaggero, la sfida ora è arrivare in tempo con il tracciamento, le scuole fanno fatica ad andare avanti, circa 130 istituti su tutto il territorio nazionale hanno già dovuto chiudere le classi e spostare la didattica online:

Una decisione sofferta che spetta alle Asl e ai comuni che decidono di dirottare la didattica sul web. Anche la mini- stra Lucia Azzolina, assicuran- do che ora le scuole sono più pronti alla didattica a distanza, è decisa a non chiuderle. Ma la curva dei contagi, che inevitabil- mente interessa anche le scuole, è sotto stretta osservazione. Oggi i ministri Azzolina e Speranza incontreranno gli esperti dell’Istituto superiore di sanità per analizzare i dati raccolti dalle scuole in merito ai contagi: è necessario capire quale deve es- sere la soglia massima di rischio. Oltre la quale si interverrà con mini lockdown.

L'ipotesi metà lezioni a distanza e metà in classe

C'è chi spinge per tornare almeno in parte alla didattica on-line, almeno per metà delle ore settimanali di lezione. In alcune città è già così, una settimana a casa e una in classe. Se come possibilissimo si arriverà a 3.000-4.000 infetti al giorno, sui tavoli di alcune regioni già circola un piano B: per le superiori, in caso di necessità, si può ricorrere alla turnazione a scuola, 50 per cento degli studenti in presenza, 50 a distanza, a turni alterni. Lo racconta sempre sul Messaggero Mauro Evangelisti. 

Questa soluzione andrebbe applicata solo alle superiori per due motivi: il primo è che i ragazzi, con una socialità molto forte, sono coloro che più rischiano involontariamente di alimentare la trasmissione; il secondo: chi ha più di 14 anni può restare a casa da solo senza un familiare, al contrario costringere una parte dei bambini più piccoli a studiare a domicilio metterebbe in forte difficoltà i genitori che devono andare al lavoro.

Tra tre settimane l’effetto della riapertura delle scuole sui contagi sarà definitvamente chiaro, e arriverà il tempo delle decisioni. Non saranno decisioni facili. Scaglionare le presenze nelle scuole superiori risolverebbe in parte il problema dell’affollamento dei trasporti pubblici, perché taglierebbe della metà il numero degli studenti tra i 14 e i 18 anni che ogni giorno devono raggiungere il proprio istituto.

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