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Coronavirus, la proposta della Cooperativa Il Germoglio: "Mascherine made in carcere"

L'appello di Fiorenzo Vespasiano a reperire aziende produttrici di Tnt

Un'interessante proposta per far fronte alla scarsa reperibilità di mascherine arriva da Sant'Angelo dei Lombardi. La Cooperativa "Il Germoglio" di Sant'Angelo dei Lombardi ha, infatti, annunciato di aver trovato un accordo con la Casa di Reclusione di Sant'Angelo dei Lombardi, l'Asl di Avellino, le Università della Federico II e di Salerno e con il Consorzio Noesis per la realizzazione di mascherine in Tnt (tessuto non tessuto), direttamente nel carcere del Comune irpino, con il coinvolgimento dei detenuti in quest'iniziativa per affrontare l'emergenza coronavirus:

Davanti alla grave emergenza che stiamo vivendo, anche la Cooperativa Sociale il Germoglio ha trovato il modo di aiutare a fronteggiare questa epidemia. Ecco, allora, che in collaborazione con la Direzione della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, dell’Asl Avellino, dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università degli Studi di Salerno e dell’ente di formazione Consorzio Noesis, abbiamo dato vita ad una linea produttiva di mascherine del tipo chirurgico in TNT, realizzate nel laboratorio di sartoria all’interno del carcere altirpino. Questo grazie anche al supporto della Presidente del Consiglio Regionale, On. Rosetta D’Amelio, che ha procurato gli opportuni riferimenti tecnici, utili a dare garanzia scientifica al prodotto. Poiché le nostre scorte non sono sufficienti a far fronte alla domanda che ci arriva da tutta Italia, l’appello che vi rivolgiamo adesso e quello di aiutarci a reperire il materiale. SEGNALATECI eventuali aziende locali produttrici di TNT, “tessuto non tessuto”,oppure CONTATTATECI per dare un vostro pur modesto contributo necessario al successo dell’iniziativa di solidarietà nazionale. I detenuti di Sant’Angelo dei Lombardi sono pronti a fare la propria parte, così come lo sono i tanti agenti della Polizia Penitenziaria, del mondo del Volontariato e della Cooperazione sociale e il personale civile che ogni giorno si spende per far sì che l’istituto penitenziario altirpino continui ad essere un modello di riferimento in Italia. Un sincero grazie alla Direttrice della Casa di Reclusione, Marianna Adanti, al comandante Giovanni Salvati e ai responsabili delle lavorazioni Emilio Cozzolino, Massimo Ballante, Franco Volino e Alessandro D’Aloiso. Noi ci siamo, e voi?!?

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