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Come le pizzerie resistono negli Usa, l'irpino Palmieri: "Menu essenziali e negozi online"

Il pizzaiolo di Nusco ci spiega come la ristorazione negli Stati Uniti prova a sopravvivere al Covid-19

Il Coronavirus si è trasformato in un’emergenza sanitaria ed economica mondiale. L'entità del calo della produzione appare senza precedenti. Di fronte al Covid-19 anche un colosso come gli Stati Uniti d'America ha dovuto arrendersi. 

La pandemia è esplosa con lo svilupparsi di nuovi violenti focolai che hanno reso inattivi almeno un quarto dell'economia Usa. Inevitabile seppur con imperdonabili tentennamenti la chiusura di scuole, ristoranti, bar, pasticcerie e persino delle luci di Las Vegas. Misure stringenti lasciate nei poteri dei governatori dei singoli Stati.

Come in Italia le industrie più colpite sono quelle attinenti alla filiera turistica e della ristorazione. A partire dalla scorsa settimana, 10 milioni di persone negli Stati Uniti hanno dichiarato di aver perso il lavoro e hanno chiesto assistenza al governo.  Per capire meglio cosa sta succedendo fuori dall'Italia e fare un confronto seppur minimo e marginale con il nostro Paese abbiamo chiesto ad Ernesto Palmieri, pizzaiolo di Nusco, ormai trapiantato in California da due anni presso il ristorante Lucia's Berkeley. 

L'intervista 

Ernesto Palmieri, anche gli Usa come l'Italia sono piombati nell'incubo Covid-19. Un incubo non solo sanitario, ma anche economico. Quando e come è iniziato il cambiamento?

L’america è un paese molto grande, noi siamo in California che è uno dei 50 Stati ed è più grande dell’Italia con circa 40 milioni di abitanti. Nella San Francisco Bay Area i primi segnali si sono visti il primo weekend di Marzo, sabato 7 e domenica 8. Le 7 contee che formano la San Francisco Bay Area hanno dichiarato lo stato di emergenza il 17 Marzo e negli stessi giorni il governatore della California ha fatto lo stesso per tutto lo stato.

Come hanno reagito gli americani? Stanno rispettando le regole? 

Diciamo che in linea di massima le regole vengono rispettate anche se nelle prime 2 settimane c’e’ stata un po’ di insubordinazione (parchi e spiagge affollate ad esempio), poi la gente ha cominciato a rendersi conto della gravità della situazione ed ora sembra che la maggior parte della popolazione stia rispettando le regole e stia a casa.

Quali sono state le altre misure, oltre naturalmente alla chiusura dei ristoranti? Lei conosce bene il modello italiano, quali sono le differenze con gli Usa? 

I ristoranti possono solo lavorare per asporto, mentre i bar, i pub e tutti gli altri locali del settore sono stati consigliati di chiudere. Restano aperti i servizi essenziali, i supermercati, le farmacie ed alcuni negozi della grande distribuzione. Nella San Francisco Bay Area dove la maggior parte delle persone lavora nel settore dei servizi, tutte le compagnie hanno obbligato i propri dipendenti a lavorare da casa. 

Come avete reagito nel ristorante dove lavora, siete rimasti aperti? 

Noi stiamo lavorando con l'asporto. Siamo sempre focalizzati solo sulla pizza. Stiamo infatti lavorando,anche in questo momento, seguendo sempre la mia idea di tonda, qualità dell’impasto e delle materie prime che ci contraddistingue e ci sta dando grandi risultati e soddisfazioni. 

Per sopravvivere alla chiusura forzata, negli Stati Uniti d’America i ristoranti si sono inventati la vendita di prodotti decisamente lontani dalla cucina, come t-shirt e cappellini. Voi come vi siete organizzati? 

Noi siamo un ristorante a conduzione familiare, e abbiamo ridotto al minimo essenziale il menu d’asporto (solo pizze). Il titolare ha messo in piedi un negozio online dove i clienti possono ordinare per asporto e venirlo a prendere di persona e ci appoggiamo a compagnie di consegna a domicilio che mandano corrieri al ristorante a prendere gli ordini che vengono sempre fatti online.

Ripartire sarà difficile anche per gli Stati Uniti. In Italia e soprattutto in Campania i ristoranti sono tra i più penalizzati a causa della chiusura totale e le misure economiche, il bonus di 600 euro è stato molto contestato? Cosa ne pensa delle misure italiane e quelle pensate da Trump?

In linea teorica le misure pensate dal governo federale (di cui Trump è a capo) sembrerebbero poter mettere le piccole e medie  imprese nelle condizioni di reggere le chiusure forzate. Tu ttavia le difficoltà tecniche nel metterle in pratica e i tempi burocratici hanno messo moltissime imprese ad un passo dal fallimento. Per non parlare dei milioni di dipendenti con contratto a chiamata che sono stati immediatamente lasciati a casa ed ormai da 3 settimane non percepiscono stipendio e hanno inondato gli uffici della disoccupazione di domande di sussidio.

Cosa dicono i suoi genitori, sono tranquilli a saperla così distante, in un Paese che si è mosso un po' tardi e, in cui, i casi di contagio sono enormi...

La cosa più intelligente da fare in questo momento è quella di rimanere qui, cosa che penso avrebbero dovuto fare in molti anche in Italia invece di scappare egoisticamente e mettere in rischio gli altri. Per fortuna qui a Berkeley la situazione è sotto controllo, le misure adottate sembrano stiamo dando i risultati.  La  mia famiglia sta bene e anche io e questo ci da più tranquillità, per quanta se ne possa avere, in questo momento così difficile.

Quale sarà il futuro della ristorazione dopo il coronavirus?

Sicuramente bisogna ripartire dai piccoli produttori e artigiani, lavorare in primis con il proprio territorio in modo da  creare rete e aiutarsi a vicenda e nello stesso tempo promuoverlo. Io nel mio piccolo lo sto facendo e continuerò a farlo anche dopo per quanto mi sia possibile visto che non tutti i piccoli artigiani e produttori hanno il mercato qui in America. Un ruolo importante sicuramente lo avranno i media, il mondo della comunicazione in generale, con la speranza che questa situazione insegni a distinguere i progetti di qualità.  Probabilmente i servizi di consegna a domicilio prenderanno il sopravvento nei prossimi mesi e ne resterà alta richiesta per un lungo periodo. E’ ancora troppo presto per fare previsioni, vedremo come si evolvono le cose nelle prossime settimane.

Grazie

Grazie a lei

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