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Coronavirus, l'idea di Mastantuoni della Irondom srl: "Realizzare un campo di prima assistenza in tempi brevi"

La nostra intervista all'amministratore unico dell'azienda di Chiusano di San Domenico, specializzata nella realizzazione di costruzioni in acciaio alleggerito

Realizzare un campo di prima assistenza in tempi brevissimi per far fronte all'emergenza coronavirus. L'idea proviene direttamente da Chiusano di San Domenico e, più precisamente, dalla Irondom Srl, azienda specializzata nella costruzione di case in acciaio alleggerito. AvellinoToday ha intervistato, in esclusiva, l'amministratore unico Alfonso Mastantuoni, per parlare di un progetto sostenibile e di rapida fattibilità, che prevede il coinvolgimento di istituzioni e altre realtà imprenditoriali attive in ambito elettro-medicale.

Qual è la proposta che Irondom vuole mettere in atto per venire incontro all'intera comunità irpina, in un momento così difficile? 

"Una delle nostre peculiarità è la realizzazione di abitazioni in tempi brevi, case modulari ma molto facili da montare e da eseguire. A quest'idea ha preso parte anche il Sindaco di Chiusano, Carmine De Angelis, assieme al quale abbiamo stilato un protocollo d'intesa che è stato inviato al Prefetto di Avellino: l'intento è quello di mettere insieme una serie di aziende, ognuna con le proprie competenze, per realizzare campi esterni alle unità sanitarie che possano fungere da triage e, quindi, da strutture di prima assistenza. Noi saremmo l'azienda che produce solo il sistema costruttivo e strutturale ma, assieme alla Vimar e ad altre imprese specializzate nel settore elettro-medicale, stiamo per concludere un accordo al fine di portare avanti il progetto".

Quanti posti letto potrebbe ospitare una struttura di questo tipo?

"Con i tecnici abbiamo studiato un modulo da due posti letto, compattabile con altri moduli della stessa capienza. L'idea, inoltre, è quella di riutilizzare, successivamente, i moduli, tramite Protezione Civile o i Comuni stessi, per altre esigenze, diverse da quelle legate all'emergenza coronavirus. Essendo ricollocabili, infatti, tali moduli consentirebbero di ammortizzare le spese e di essere riutilizzati anche in altre situazioni critiche, senza doverli realizzare ripartendo da zero".

Qual è la percezione dell'emergenza, non solo nell'azienda, ma anche nella comunità di Chiusano?

"L'allerta è massima, non soltanto qui in azienda, ma per ognuno di noi e per tutta la comunità. Stiamo facendo di tutto per sensibilizzare al rispetto delle regole e al darsi da fare per essere parte attiva in questa battaglia contro il virus. Abbiamo chiuso l'azienda, proprio per rispettare le disposizioni consigliate dalle istituzioni, cercando, nel nostro piccolo, di attutire l'onda. Nel frattempo, siamo disposti a metterci in gioco con il nostro know how e quello dei nostri tecnici che lavorano da casa per la realizzazione di un progetto che può servire alla causa comune". 

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