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Coronavirus e il dramma dei ristoranti, Laura Rocco: "I 600 euro un'elemosina"

La titolare del ristorante La Locandiera palesa la sua preoccupazione: "A fianco a me voglio uno Stato che mi tuteli"

"Stiamo provando dolore ormai ogni giorno per le morti infinite, ma tra non molto assisteremo ad altri tipi di " morte", quelle delle attività commerciali". 

A parlare è Laura Rocco, imprenditrice di Serino che da 15 anni porta avanti una florida attività nel borgo di Canale. 

Un progetto culturale più che un ristorante perché con il suo locale anima il cuore antico del paese con una proposta che evoca i valori tipici della tradizione enogastronomica irpina. Un progetto che rischia l'estinzione come la maggior parte di quelle piccole osterie che in questo momento di incertezza non vedono alcuna luce in fondo al tunnel. Non solo per il Coronavirus che mette a repentaglio la vita di tutti, ma anche per un dato economico che incombe a causa di un Governo che non da risposte. 

"Mi sono stancata di sentire che dobbiamo assecondare una logica europea assurda,dove il debole soccombe di fronte ai forti - esordisce Laura".

La Rocco punta il dito sul «Decreto Cura Italia» che definisce inadeguato per più motivi, in particolare la preoccupazione riguarda le bollette sospese, ma non cancellate e i 600 euro alle partite Iva. 

"Ne vogliamo parlare dei 600 euro? Che cos'è? Un'elemosina? Una mancia? Sicuramente un'umiliazione per chi ha fatto grandi sacrifici per realizzare i propri sogni" . 

Il rammarico è non poter sperare nella stagione festiva, De Luca inevitabilmente ha dovuto prorogare il lockdown fino al 14 aprile. La Pasqua, quindi, non ci sarà e per Serino era un'occasione importante per risvegliarsi dal letargo economico ed invernale. 

"A Serino da Pasqua e Pasquetta arrivava la grande stagione turistica, la riapertura di parchi è un esodo da parte di tutta la regione Campania nel nostro territorio che faceva rifiorire tutto il commercio di bar, ristoranti, negozi,ecc. Diciamocela tutta ,la ripresa non sarà facile". 

Ma la speranza è ancora viva. Laura Rocco nonostante il dolore ci crede ancora in una resurrezione purché lo Stato dia un segno di vicinanza al commercio: 

"Ce la faremo più forti di prima, ma a fianco a me voglio uno Stato che mi tuteli e non qualcosa da cui mi devo difendere" .

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