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L'agricoltura non si ferma, Barbato: "Uno sforzo bellico, ma dobbiamo garantire cibo agli italiani"

Dai suoi campi in provincia di Avellino, l'agricoltore Nicola Barbato racconta come l'azienda sta rispondendo all'emergenza Covid-19

Il Coronavirus non ferma l'agricoltura. Ogni giorno nei campi migliaia di agricoltori garantiscono la continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione. 

Dopo il lockdown generale la filiera del Made in Italy nonostante le moltissime criticità si è impegnata a garantire con molte precauzioni e non poche preoccupazioni l'approvvigionamento di un intero Paese. 

Uno sforzo quasi 'bellico' come lo definisce Nicola Barbato, titolare di Gb Agricola, azienda specializzata nella produzione di cipolla ramata di Montoro e Patate Rosina. 

"Oggi più che mai risulta fondamentale garantire un cibo che possa essere espressione di qualità, sicurezza e salubrità. Ma non posso nascondere la fatica che stiamo facendo io e i miei operai per rispondere alla richiesta emergenziale che ci arriva a causa dell'assalto ai supermercati a cui stiamo assistendo". 

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Nicola Barbato guida una piccola, media azienda che fino ad ora non si è mai trovata a dover rispondere ad una domanda così impegnativa da parte delle grandi catene di distribuzione. Guardando le elaborazioni IRI si denota che nell'arco delle prime quattro settimane di emergenza da Coronavirus, prendendo a campione 2.947 negozi,  le vendite a valore per l'ortofrutta in Italia sono cresciute del 6% nella settimana 8 del 2020, del 7,9% nella nona e del 7,8% nella decima. Nella 11ma settimana si è registrato un dato a doppia cifra, con una crescita del 15.8%.

Un dato impressionante a cui l'agricoltura sta cercando di far fronte con la consapevolezza che in questo momento ognuno è chiamato a fare la propria parte per la Nazione. 

"Siamo in guerra e dobbiamo assicurare il meglio. Non è semplice perché siamo umani anche noi, soprattutto all'inizio serpeggiava paura di contrarre il virus tra le maestranze. Ma come è mia abitudine fare mi sono confrontato con i miei dipendenti e all’unisono abbiamo deciso di continuare a lavorare nel rispetto ovviamente di tutte le norme stabilite dal decreto". 

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Nell'emergenza Covid-19 l'agricoltura italiana si è dimostrata un settore strategico che va tutelato e protetto. E’ necessario che siano messe in campo tutte le misure utili per mantenere la vitalità del settore primario ed evitare speculazioni. Senza contare che molti canali di mercato sono stati bloccati a causa della chiusura di ristoranti, pub e pizzerie. 

"La Gb Agricola serve anche la Grande Distribuzione e quindi in questo momento siamo in piena attività, ma penso ai piccoli agricoltori che vendevano nei mercati rionali, o rifornivano i ristoranti - chiosa Barbato - Per loro bisogna mettere in campo delle misure straordinarie affinché questa situazione non li schiacci". 

La speranza è che l'emergenza Covid-19 possa essere anche un momento di riflessione a vantaggio del consumo di prodotti alimentari Made in Italy invogliando la grande distribuzione commerciale a prediligere sempre e non solo in questo particolare momento storico, alimenti e bevande di provenienza nazionale. 

"In questi giorni si respira un forte senso di appartenenza - aggiunge Nicola - Stiamo assistendo ad un'Italia produttiva, l'Italia delle eccellenze che dopo una prima battuta d'arresto a causa del Covid-19 e della 'stupida' paura di contagio attraverso i cibi, ha ripreso alla grande anche con l'esportazione. Inoltre c'è voglia di mangiare italiano. Ecco, questo non dobbiamo dimenticarlo".

L'invito di Nicola Barbato a nome anche dei suoi colleghi è a non dimenticare chi in questi giorni è in prima linea per garantire la sopravvivenza della popolazione: dai medici agli infermieri, fino ai produttori e ai trasportatori. 

"Voglio precisare - conclude - che mentre una parte della popolazione, di cui facciamo parte anche noi assieme a tutti i nostri collaboratori, è impegnata a garantire le forniture di cibo, chi sta in trincea sono i veri eroi: medici, infermieri e tutti gli addetti alla sanità pubblica e ai servizi essenziali. Nel nostro ringraziamento non dobbiamo dimenticare nessuno: dagli addetti alla produzione a quelli impegnati nei punti vendita, passando per la lavorazione e la logistica. Io stesso ringrazio ogni giorno i miei dipendenti, perché senza il loro coraggio non avrei potuto portare avanti l'azienda".

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