Mercoledì, 19 Maggio 2021
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Coprifuoco alle 23 per consentire la cena fuori: l'ipotesi al vaglio del Governo

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa apre una riflessione "sull'allungare di un'ora" l'inizio del coprifuoco, "soprattutto consentendo la cena nei ristoranti all'aperto"

L'ipotesi è sul tavolo. Far slittare l'inizio del coprifuoco dalle 22 alle 23. E' l'ipotesi su cui si sta riflettendo secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Credo che una riflessione sull'allungare di un'ora" l'inizio del coprifuoco, "soprattutto consentendo la cena nei ristoranti all'aperto, possa essere una riflessione sulla quale approfondire", ha detto intervenendo a 'Buongiorno' su Sky Tg24. "Credo - ha aggiunto - che l'importante non è" se si allungherà l'orario già "dal 26 aprile o dal 1 maggio. L'importante è iniziare questa fase di riapertura, ridare speranza e fiducia ai nostri cittadini. Se l'allungamento" dell'orario in cui scatta il coprifuoco "arriverà una o 2 settimane dopo, non credo sia questo il problema. Credo che dobbiamo essere consapevoli che è iniziata una fase nuova".

La zona gialla rafforzata dal 26 aprile 2021

Costa ha spiegato che "da lunedì prossimo nel nostro Paese inizia una fase di riapertura, ovviamente graduale e con un grande senso di responsabilità che chiediamo ai cittadini. Non è un liberi tutti, ci vuole tanta consapevolezza e la convinzione che siamo all'inizio di un percorso - ha evidenziato il sottosegretario - Siamo di fronte a un percorso graduale. Il Paese ci chiedeva una discontinuità e mi pare che le scelte che il premier Draghi ha espresso siano scelte di responsabilità. Finalmente la politica si è assunta la responsabilità di decidere".

Sulla riapertura delle scuole dal 26 aprile, quando in zona gialla e arancione tutte gli studenti saranno in presenza al 100%, Costa h assicurato che si è al lavoro per consentire un ritorno sicuro nelle aule scolastiche. "Posso comprendere i timori" dei presidi, considerato che si tratta di "passare da una situazione di scuole chiuse a un ritorno totale", afferma Costa, che tuttavia sottolinea come "far tornare i nostri ragazzi in classe sia una buona notizia, e sicuramente ci siamo assunti la responsabilità di questa scelta". "Credo che tra oggi e domani saranno giornate di intenso lavoro e piena condivisione con i sindacati e con le Regioni. Condivideremo quelle che saranno le procedure, insieme ovviamente al Cts. Certamente quello dei test salivari può essere un tema che può dare una soluzione. Siamo convinti che, nel giro di un paio di giorni, condivideremo quelle che saranno le linee guida per creare le condizioni per far tornare i nostri ragazzi nelle aule".

De Luca: "I ristoranti non sono il problema, è la movida"

Già venerdì scorso, nel corso del consueto appuntamento la videodiretta pomeridiana, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca aveva aperto a un'ipotesi di questo tipo: "Non sono i ristoranti aperti il problema, in quanto sono dotati di misure di sicurezza. Nessuno dice - né le forze politiche, né lo stato italiano - che il vero problema quando entriamo in zona arancione è la movida. Dobbiamo consentire l'apertura serale in condizioni protette dei ristoranti, le cui attività si devono concludere tra le 23 e le 23:30. Dopo quell'ora, nessuno più deve stare per le strade. È in grado il Governo di garantire tutto questo? Sulla base di quanto accaduto gli ultimi mesi, possiamo dire che il Governo non è in grado di garantire niente. Per la scelta delle mezze misure, non ho visto nessuna pattuglia controllare chi non avesse le mascherine, né operazioni di contrasto alla movida. Dobbiamo decidere cosa fare, usando il rigore, la ragione e, quando necessario, le forze dell'ordine".

Il totodate sul coprifuoco

Ma torniamo al coprifuoco. "Almeno posticipiamo il coprifuoco: così evitiamo comunque che la gente si attardi fuori dai locali ma non facciamo ingozzare chi va a cena fuori. Semplice buonsenso" scrive su Facebook il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo, Giovanni Toti.

"A proposito del coprifuoco oltre le 22, è difficile fare un totodate. Gli obiettivi si raggiungono man mano che ci sono le condizioni per farlo, in modo graduale ma possibilmente irreversibile. Questa è la richiesta del Partito Democratico. Noi non vogliamo riaprire tutto e tornare dopo due settimane in zona rossa", dice la vicesegretaria del Partito democratico Irene Tinagli.

La protesta che oggi ha bloccato la A1, spiega Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia, è non solo contro il via libera soltanto per chi ha un dehor, ma anche contro il coprifuoco imposto alle 22 di sera, il distanziamento di 2 metri all'interno dei locali e il pagamento solo tramite Bancomat o carta di credito. "Noi vorremmo aprire in sicurezza - spiega Naccari - il coprifuoco non ci permette di riaprire a cena e stare tranquilli rispettando i protocolli delle mense e dell'Autogrill. Come si fa a riaprire se non si ha lo spazio esterno e come si fa a aprire all'esterno se fa freddo?".

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