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Inizia la Fase 2, diminuiscono i controlli: "Verifiche svolte con equilibrio"

Le parole del ministro dell'Interno Lamorgese

Inizia oggi la fase 2, quella del convivenza con il coronavirus. "Siamo ancora in una fase molto delicata, che da questa settimana ci consente una riapertura delle attività, seppure parziale, e un limitato allentamento delle prescrizioni sui movimenti delle persone. Per questo mi appello ancora una volta all'autocontrollo dei singoli cittadini per quanto riguarda il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza imposte dall'emergenza sanitaria". Lo dice il ministro del'Interno, Luciana Lamorgese, in un'intervista alla "Stampa".

Da oggi i controlli inevitabilmente riguarderanno una percentuale molto minore dei cittadini che escono di casa. Oltre agli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative (e oggi tornano al lavoro milioni di persone), motivi di salute o prima necessità è infatti consentito di muoversi per incontrare i congiunti, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro, e per fare attività motoria senza dover restare nei pressi della propria abitazione. Facile capire quindi come molto stia ora a tutti noi: distanziamento, mascherine, igiene. Come ha spiegato con ammirevole sintesi il sindaco di Milano, questa è una partita in cui "il comportamento vale 90 e il controllo vale 10".

Verifiche svolte con equilibrio

"Nella prima fase di chiusura, i cittadini hanno già dimostrato la consapevolezza sui comportamenti da tenere per evitare la diffusione del virus. E proprio ora - aggiunge - nel momento in cui circoleranno molte più persone nelle strade e sui mezzi di trasporto e riapriranno aziende e attività professionali, dobbiamo proteggerci e proteggere gli altri dal contagio. Mantenendo quegli stili di vita che abbiamo già responsabilmente modificato nella prima fase dell' emergenza.  Lamorgese sottolinea che "i controlli hanno il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica. L'indicazione del ministero è che le verifiche dovranno essere svolte con equilibrio tenendo conto delle singole situazioni. Per questo si dovrà far rispettare in modo rigoroso il divieto di assembramento, garantendo il necessario distanziamento tra le persone e l'adozione di tutte le cautele anche attraverso le misure di protezione individuale previste. Si dovrà tenere conto, inoltre, dell' impatto che i controlli possono avere sulla vita quotidiana delle persone. Come, d' altronde, sta dimostrando ogni giorno tutto il personale impiegato nei controlli sul territorio, che continua ad operare con professionalità e senso di umanità".

Il ministro dell'Interno spiega che "l'autodichiarazione è uno strumento che tutela anche in questa seconda fase dell'emergenza sanitaria lo stesso cittadino sottoposto a controllo. Serve, tra l'altro, a dichiarare che non si sta violando la quarantena. Per questo non deve essere vissuta come un inutile adempimento burocratico. Comunque, per velocizzare le procedure, coloro che vanno a lavorare potranno giustificare lo spostamento esibendo la documentazione fornita dal datore di lavoro".

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