Città del futuro, gli architetti irpini a Napoli

L’Ordine degli Architetti PPC di Avellino ha partecipato con una delegazione di Consiglieri e il Presidente Erminio Petecca, per parlare delle esigenze di Avellino e delle aree interne, necessarie per un miglioramento urbanistico e demografico, analizzando uno storico squilibrio tra fasce costiere e interne

Il Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli apre le porte alle “Città del futuro”, con scenari, visioni, piani e progetti sulle nuove frontiere della professione e sull’analisi delle attuali problematiche.

L’Ordine degli Architetti PPC di Avellino ha partecipato con una delegazione di Consiglieri e il Presidente Erminio Petecca, per parlare delle esigenze di Avellino e delle aree interne, necessarie per un miglioramento urbanistico e demografico, analizzando uno storico squilibrio tra fasce costiere e interne.

Un incontro dibattito quello della dodicesima tappa di avvicinamento al Congresso Nazionale degli Architetti PPC italiani che si è svolto ieri a Napoli alla presenza di Istituzioni, Amministratori, Ordine Nazionale e gli Ordini Professionali di tutta la Campania. Un viaggio verso quello che sarà il Congresso Nazionale dal 5 al 7 luglio a Roma al Parco della Musica attraverso l’approfondimento sulla situazione della Campania, con valori e caratteristiche territoriali, dal panorama variegato per realtà economiche e culturali.

I cambiamenti climatici, urbanistici e industriali, hanno fatto perdere di vista quelle che sono le esigenze anche di preservare le bellezze naturali e di valorizzare attraverso l’intervento architettonico, centri rurali che via via si stanno perdendo e che finiranno per ritrovarsi completamente disabitati da qui a pochi anni, a causa dello spostamento soprattutto dei giovani verso le città. Altro fattore rilevante che danneggia i borghi rurali, è quello della scarsa se non quasi assente, opera di tutela verso quei centri, seppur piccoli, seppure decentrati, ricchi di tradizione. Tutela che può essere fatta intervenendo con una riqualifica del territorio, in ottica di valorizzazione e che ne conseguirebbe sviluppo economico e demografico.

«Essere architetti smart o professionisti 4.0 non è per niente semplice, i giovani che si affacciano alla professione o chi la pratica da anni, si scontra senza alcuna differenza, con notevoli problematiche, dovute alla non riconoscenza dello svolgimento dell’attività professionale, o ancora peggio, dovute all’approssimazione del lavoro e della gestione generale, perdendo di vista l’obiettivo da raggiungere. Bisogna ripartire dall’analisi delle problematiche per trovare soluzioni delineate e non muoversi a tentoni per riprendere una professione che si sta man mano perdendo – dichiara Erminio Petecca presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Avellino – tutto questo lo si può fare, valorizzare le bellezze paesaggistiche, con uno sguardo verso la sostenibilità, fornendo un contenuto originale e qualitativamente valido».

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«L’architetto ormai deve spingersi a dare un valore aggiunto al proprio operato, non può ridursi più alla lettura del paesaggio e dello sviluppo economico che consegue allo sviluppo paesaggistico - dichiara Giovanni Villani dell’Ordine degli Architetti PPC di Avellino – bensì deve creare collegamenti, fare in modo che le risorse locali, si concentrino e collaborino verso lo sviluppo di territori interi attraverso contenuti e progetti originali da strutturare».

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