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Domenica, 25 Settembre 2022
Attualità

CISL Scuola Irpinia Sannio: "Riportiamo i docenti al centro"

La nota: "Continueremo a batterci affinché i diritti dei Docenti siano tutelati sempre e ovunque"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota di CISL Scuola Irpinia Sannio.

Il provvedimento del 20 settembre, disposto dal Tribunale di Napoli Nord, rappresenta un momento importante per il ruolo dei docenti. Scatta l’interdizione per una Dirigente di Afragola che umiliava docenti e ATA. Si parla di scuola nei momenti topici, durante situazioni di crisi, in vista delle elezioni, nelle fasi delle mobilità e delle immissioni in ruolo, ma bisogna occuparsi di scuola sempre. In particolare bisogna parlare con chi la scuola la vive quotidianamente e l’ha vista cambiare. È per questo motivo, per ridare voce e credibilità a chi opera nel silenzio e nelle difficoltà quotidiane che la Cisl Scuola Irpinia Sannio ha avviato un percorso di formazione per le RSU. Il ruolo sindacale è oggi, più che mai, determinante per riportare gli equilibri all’interno delle Istituzioni Scolastiche. Durante la fase d’avvio del percorso di formazione è emerso un forte disagio da parte delle RSU, Rappresentanti Sindacali che siedono al tavolo contrattuale e che devono confrontarsi con i Dirigenti Scolastici su temi di grande importanza per l’organizzazione scolastica. Disagio legato alla difficoltà di comunicazione che caratterizza il rapporto con molti Dirigenti. Emblematico è l’aspetto, sicuramente poco attenzionato, che riguarda lo stress da lavoro- correlato; nella formazione sulla sicurezza nessuno o forse pochissimi esperti lo affrontano eppure il vigente quadro normativo, costituito dal d.lgs. 81/2008, stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di valutare e gestire il rischio da Stress lavoro- correlato al pari di tutti gli altri rischi per la salute e sicurezza, in recepimento dei contenuti dell’Accordo quadro europeo. Noi come Sindacato stiamo lavorando affinché, all’interno della Contrattazione Integrativa di Istituto, vengano concordate e riportate le azioni che i Dirigenti devono mettere in campo per contrastare il Burnout. Nel corso degli anni la figura del Dirigente Scolastico ha assunto sempre più un ruolo di potere e non di leadership diffusa; la gestione delle risorse umane, sancita dalla L. 107/15, è stata da molti fraintesa e concepita come attuazione di un potere illimitato all’interno della “propria” scuola. Mentre per i docenti si insiste tanto sulla realizzazione di un clima accogliente, attento alle esigenze e ai bisogni degli studenti, empatico e collaborativo, poca attenzione viene riservata al ruolo del Dirigente come leader educativo. Purtroppo, dobbiamo registrare un malessere diffuso tra i docenti e i Collegi dei Docenti silenti e piegati ad approvazioni all’unanimità ne sono un’amara dimostrazione. Si avverte il peso di un contesto frustrante che emerge solo nei corridoi oppure durante le assemblee sindacali, mai negli spazi collegiali. Qualcuno si è interrogato sui motivi? Approvare all’unanimità non sempre è indice di benessere. Abbiamo provato a raccogliere il pensiero dei docenti e il risultato è stato sconvolgente. Tanta pressione, insoddisfazione, malessere, ma di questo non si parla. Quando l’attenzione è sulla scuola sembra che i docenti, protagonisti principali dell’agire didattico, siano chiamati in causa solo per ricordare i loro doveri, poco o niente si spende per sottolinearne i diritti e così, lentamente, anche loro stessi se ne dimenticano e vivono nella rassegnazione. Quando poi, come a volte capita, i Dirigenti rimarcano il loro potere autoritario addirittura perseguitando e sanzionando chi osa opporre un pensiero critico e divergente, allora il sipario cala e i riflettori illuminano una sola figura che si erge al di sopra di tutti. Purtroppo in questo il sistema non aiuta: i Dirigenti possono sanzionare anche per motivi futili o paradossali, ma il docente, per potersi difendere, deve impugnare dinanzi al Giudice del Lavoro e ciò comporta spese, tempo e preoccupazioni. Per tale motivo l’arma sanzionatoria diventa veramente efficace per intimare il silenzio. Anche questa sarà una battaglia sindacale: i Dirigenti che commettono errori dovranno essere sanzionati e pagare in prima persona. Per questo motivo il provvedimento interdittivo a carico di una dirigente, sebbene ancora in fase di valutazione da parte dell’autorità giudiziaria, ci lascia ben sperare riguardo all’attenzione che non solo gli organi di controllo amministrativi, ma anche quelli giudiziari pongono nei confronti di questi comportamenti inammissibili, e offre linfa nuova all’azione sindacale che cerca interlocutori eticamente corretti e attenti alla legalità. Noi continueremo a batterci affinché i diritti dei Docenti siano tutelati sempre e ovunque, è necessario ridare fiducia nelle Istituzioni. Un docente non può subire attacchi e sanzioni pretestuose solo perché ha osato esprimere una posizione diversa, solo perché ha evidenziato procedure discutibili. La scuola è una comunità educante, non deve solo insegnare, ma deve offrire l’esempio agli studenti. Se vogliamo ridare dignità alla nostra società dobbiamo ripartire dalla scuola, ma soprattutto dai docenti, troppo spesso schiacciati da un potere che non è sancito dalla norma. Sicuramente una corretta dialettica democratica potrà sostenere tutti, anche i Dirigenti Scolastici, perché in tal modo saranno più attenti a tutta la comunità scolastica.

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