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Domenica, 22 Maggio 2022
Attualità Solofra

Chiusura Pronto Soccorso Landolfi, Sinistra Italiana e Terra Montoro-Solofra: "Uniamo tutte le forze per chiedere la revoca della delibera"

"Sinistra Italiana e Terra sosterranno senza riserve chi si batterà per il ripristino di un servizio sanitario efficiente, a cominciare dalla medicina di base"

La recente delibera della Giunta Regionale della Campania (n. 201 del 19/05) almeno un merito ce l’ha: ha fatto cadere il velo di menzogne, ipocrisie, vuote promesse che da qualche anno i cittadini del comprensorio montorese-solofrano hanno dovuto sorbire.

Il Pronto Soccorso di Solofra scompare, per far posto ad un Punto di Primo Intervento: fuori dal linguaggio della burocrazia sanitaria, significa declassare un presidio storico che serviva oltre 50mila abitanti a poco più di un ambulatorio per casi meno gravi, che non può fare accettazioni di emergenza, ma solo smistarli al più vicino P.S.

Non solo, l’istituendo P.P.I. sarà attivato “in via sperimentale” , non definitivo, e per legge non è neppure necessariamente aperto per 24 ore. Con questo provvedimento la Regione si rimangia quanto stabilito col famoso decreto commissariale n. 29 del 19 aprile 2018 che accorpò il Landolfi al Moscati, prevedendo il mantenimento del pronto soccorso di Solofra, in ottemperanza al Piano Regionale della Rete Ospedaliera a firma dello stesso commissario De Luca (decreto 33 del 17/5/2016). 

L’aspetto più paradossale di questa vicenda è che si giustifica l’ennesimo colpo al diritto alla salute con l’emergenza Covid, che avrebbe imposto di rivedere tutto, come evidenziato dalla Direzione Strategica del Moscati già lo scorso febbraio. Avete capito bene, quella stessa pandemia che ha imposto di rivalutare la sanità pubblica, fatto investire miliardi di euro, in Irpinia fa tagliare i servizi, come se dovesse protrarsi all’infinito. Questo dicono gli atti, il resto sono chiacchiere. Si sparano cifre a caso, ma non si intravede alcun progetto serio di rilancio della sanità territoriale, nessun cenno alla medicina di base, all’assistenza domiciliare, niente di niente.

Allora bisogna essere chiari, il problema è tutto politico: una provincia in disarmo, ridotta da De Luca a mera espressione geografica, che nella sanità smaltisce le ultime scorie tossiche del demitismo, il sindaco di Solofra isolato che sconta le faide interne di un PD dilaniato da una guerra tra bande, tre consiglieri regionali di maggioranza incapaci di una qualsiasi strategia di contrasto alla desertificazione civile in atto nell'intera provincia. Tra questi spicca l’ineffabile Alaia, Presidente della Commissione consiliare Sanità, quello che pochi mesi fa annunciava che a gennaio il pronto soccorso avrebbe riaperto, gennaio 2021 badate, ed oggi, senza pudore, dice, in pratica: abbiamo scherzato!

In questa debacle totale, i cittadini, comitati, sindacati, genitori di bambini disabili, partiti e movimenti politici(alcuni), rappresentanti delle istituzioni (alcuni), su iniziativa di Sinistra Italiana e Terra hanno manifestato civilmente lo scorso 15 maggio davanti al distretto sanitario di Montoro, altro simbolo del disastro Sanità, per chiedere attenzione, diritti, assistenza, cose elementari in un Paese civile.

Tutto questo è stato tacciato di populismo dal consigliere Cerrato nell’ultima seduta del Consiglio di Montoro, dove ha cercato di difendere l’indifendibile, senza uno straccio di proposta su come uscire dal tunnel, se non promesse incerte sul se e quando. Avete capito bene, per il dott. Cerrato, già candidato alle regionali, consigliere della comnissione  regionale per la Sanità, il problema non è la chiusura dell’ospedale, il degrado del Distretto “Tobagi”, il collasso della sanità in Irpinia, dove diventa un’impresa pure cambiare il medico di famiglia o vaccinare un bambino: il problema sono i cittadini che chiedono quello che per la Costituzione e le leggi spetta loro di diritto!

Ma il Cerrato era impegnato altrove, era preso dai preparativi per la contemporanea inaugurazione di un centro medico, privato, di famiglia, e non ha avuto tempo per ascoltare quelle persone, tra cui probabilmente vi era anche qualche suo elettore.

Questo pone un serio problema politico, perché dobbiamo capire se l’amministrazione e il sindaco di Montoro si riconoscono nella posizione di  Alaia e Cerrato, con tutto il suo conflitto di interessi, o di quella parte di maggioranza che sembra aver colto la gravità della situazione, come dimostra l’onesta replica del consigliere Del Regno, o la presenza dell'assessore Lepre vicino a "quelli col megafono",condividendone motivi,proposte e rabbia, che di fatto smentiscono le improvvide dichiarazioni del collega.

Ora occorre senza indugio fare massa critica, unire tutte le forze per chiedere la revoca immediata della delibera del 19 maggio scorso e il rispetto del Piano ospedaliero regionale; Sinistra Italiana e Terra sosterranno senza riserve chi si batterà per il ripristino di un servizio sanitario efficiente, a cominciare dalla medicina di base.

La salute pubblica è materia troppo importante per lasciarla in mano a dilettanti allo sbaraglio, o peggio a lobbisti della sanità privata.

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