Chiusura anticipata bar e ristoranti, 20mila aziende pronte a scendere in piazza

Fipe si appella a De Luca e lo invita subito ad attivare un confronto con la categoria

Ottemperando a tutte le norme anti-contagio le aziende della ristorazione campana sono pronte a scendere in piazza per protestare contro l'ordinanza della regione Campania che impone l'ultimo ingresso nei locali alle ore 23.00. A dare la notizia è Repubblica che parla di circa 20mila esercizi pubblici sul piede di guerra. Nei prossimi giorni la categoria preparerà una manifestazione pubblica se il governatore Vincenzo De Luca non si apre al dialogo. 

"L’ordinanza della Regione Campania sulla chiusura anticipata di bar e ristoranti è l’ennesima mazzata su di un settore già devastato dal lockdown e dal perdurare della crisi. Se non viene ritirata subito, le conseguenze potranno essere molto gravi : molte aziende non sopravviveranno, altre dovranno rimettere in cassa integrazione il personale appena richiamato al lavoro.” 

È il commento di Massimo Di Porzio, Presidente Fipe Campania, sul provvedimento assunto dal Presidente de Luca, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, dove questi limiti non sono previsti in alcuna regione. 

“Lo stesso Governo italiano ha rinunciato ad emanare un provvedimento simile – prosegue Di Porzio – perché si è reso conto di quanto sia inutile e controproducente. Se l’obiettivo è quello di contrastare gli assembramenti, l’unico effetto che si ottiene chiudendo gli esercizi pubblici è di far riversare le persone in strada senza più alcun controllo. Bisogna fare l’esatto contrario : riportare il consumo all’interno degli esercizi, dove si applicano rigorose misure di sicurezza, derivate dai protocolli affinati in questi mesi, dal distanziamento tra i tavoli all’uso di gel igienizzanti e delle mascherine quando ci si sposta, alla rilevazione dell’identità di almeno un cliente per tavolo per assicurare la tracciabilità. Deve essere chiaro a tutti che l’attività dei pubblici esercizi contribuisce a contenere l’epidemia, perché consente ai cittadini di intrattenersi in condizioni di sicurezza ed evita incontrollabili assembramenti per strada o in spazi privati. Servono piuttosto maggiori controlli su tutti coloro, cittadini ed imprese, che non rispettano le regole.

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“Rivolgiamo un appello al presidente de Luca – conclude Di Porzio – affinché, come si è fatto per il blocco alle cerimonie, attivi subito un confronto con i rappresentanti di categoria per rivedere il provvedimento ed individuare di comune accordo misure più efficaci per garantire il rispetto delle regole anti-Covid".

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