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Centro per l'autismo di Avellino ancora chiuso: il servizio di Luca Abete a Striscia la Notizia

Una struttura incompiuta: dal 2001 a oggi, la triste storia del centro mai aperto per bambini con autismo

Avellino si trova ancora una volta al centro dell'attenzione per una questione irrisolta: il centro per l'autismo di Valle, una struttura che avrebbe dovuto diventare un centro specialistico per persone con disturbi dello spettro autistico, soprattutto bambini, rimane chiusa a 16 anni dalla posa della prima pietra.

Una storia travagliata e il sogno infranto 

La vicenda inizia nel 2001, quando il Comune di Avellino partecipò a un bando regionale per l'utilizzo di fondi europei, finalizzati alla realizzazione di strutture per il sociale. Due anni dopo, nel 2003, la Regione Campania stanziò circa 3 milioni e mezzo di euro per la costruzione del centro. L'11 giugno 2007 venne posata la prima pietra del cubo blu, un momento che avrebbe dovuto segnare l'inizio di una nuova era di assistenza specialistica per i bambini autistici della regione.

Nonostante le promesse e le aspettative, il centro non ha mai aperto le sue porte. La struttura è rimasta incompiuta e inutilizzata, un simbolo tangibile di inefficienza e spreco di risorse pubbliche. Luca Abete, l'inviato irpino del programma televisivo Striscia la notizia, ha più volte riportato l'attenzione su questa problematica, cercando di smuovere le acque e portare all'attenzione pubblica la necessità di completare il progetto.

L'importanza del centro: cosa resta da fare?

Il centro per l'autismo non rappresenta solo un edificio, ma una speranza per molte famiglie che necessitano di supporto specialistico per i propri figli. Un centro dedicato ai disturbi dello spettro autistico avrebbe potuto fornire risorse indispensabili, servizi terapeutici e un sostegno concreto a una comunità che troppo spesso viene lasciata sola.

Perché la struttura è rimasta incompiuta? Quali sono stati gli ostacoli incontrati lungo il percorso? E, soprattutto, quali misure possono essere adottate per sbloccare la situazione e finalmente aprire il centro? È chiaro che serve un intervento deciso da parte delle autorità locali e regionali, non solo per completare i lavori, ma anche per garantire che il centro sia adeguatamente gestito e finanziato una volta operativo.

Il caso del centro per l'autismo di Avellino è emblematico di come la burocrazia e la mancanza di volontà politica possano frenare progetti di grande importanza sociale. Riportare l'attenzione su questa struttura e le sue potenzialità è fondamentale per spingere verso una risoluzione definitiva. La comunità di Avellino, e in particolare le famiglie di bambini con disturbi dello spettro autistico, meritano risposte e, soprattutto, azioni concrete.

QUI IL SERVIZIO INTEGRALE
https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/avellino-dopo-16-anni-il-cubo-blu-e-ancora-chiuso/

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