Casette asismiche di Aquilonia: "Serve un dibattito pubblico, non una consultazione segreta di tecnici"

Il Comitato Palazzine Bene Comune risponde al Sindaco De Vito

Prendiamo atto, da notizie di stampa del 10 novembre, che il Sindaco di Aquilonia Giancarlo De Vito per la prima volta in quasi tre anni dall’inizio della nostra vertenza sulle "casette asismiche" nomina la parola "Comitato". Ma è un peccato che continui ignorare quello che diciamo, a eludere le sue responsabilità e a giocare con le parole:

1) «Avrei potuto decidere di demolire e non l’ho fatto», sostiene il Sindaco. No, no e poi no. Per l’ennesima volta ripetiamo: quando fu deliberato l’abbattimento nel 2017, e fino al settembre scorso, la demolizione era in aperta violazione della norma. È stato il Comitato Palazzine Bene Comune, per dirla tutta, a "salvare" il Sindaco mettendo in evidenza il possibile illecito penale. Ora e solo ora, eventualmente, la legge gli consentirebbe di demolire perché il MiBACT si è espresso.

2) «Non lo dico io, lo dice il Ministero», afferma Giancarlo De Vito, detto "Pilato", a proposito della asserita mancanza di valore culturale delle casette asismiche di Aquilonia. Come se essere Sindaco non comportasse la responsabilità di proporre e realizzare una visione per il suo paese. Allora facciamo così: consegni la fascia tricolore a un funzionario del MiBACT.

3) «Ho avviato un confronto con tutti in paese», dice il Sindaco. Questo è il falso più evidente: la promessa di De Vito di interpellare i cittadini non è mai stata veramente all’ordine del giorno, nonostante le ripetute richieste del Comitato in questo senso.

4) «Non ho ricevuto alcuna proposta dal Comitato», sostiene il Sindaco. Cosa si aspettava da un Comitato civico? Un faldone con progetto definitivo ed esecutivo, computi metrici estimativi, e magari una bozza di delibera per l’indizione di una gara d’appalto a cui aggiungere solo la firma? È imbarazzante doverlo ricordare a un sindaco, ma non è così che funziona il processo corretto di elaborazione e progettazione delle trasformazioni urbane. Noi abbiamo sempre, in ogni sede e ripetutamente, chiesto un dibattito pubblico per discutere dei valori da conservare e dei bisogni da soddisfare. Per costruire si comincia dalle fondamenta.

5) Per la palestra nell’area delle casette «ho chiesto di dare vita a un concorso di idee», sostiene il Sindaco. Ripetiamo quanto già detto: una pseudo procedura messa in piedi senza alcun appiglio formale non può essere definita "concorso di idee", se la normativa italiana continua ad avere un senso.

6) Ma il colmo è quando De Vito si lamenta di avere ricevuto solo una bozza progettuale per l’area delle casette e nulla dal Comitato. Quanti abitanti ha Aquilonia? Possibile che il Sindaco, che li conosce tutti, non si sia accorto che gli autori della bozza ricevuta sono anche membri del Comitato?

Per quanto ci riguarda, si deve tornare allo spirito che animava l'incontro svolto fra il Comitato e il gruppo politico che sostiene proprio il Sindaco De Vito, ovvero Aquilonia-Carbonara. Ecco quanto scrivemmo insieme il 2 gennaio 2020: «Tutti i partecipanti all'incontro hanno concordato sul fatto che il conflitto attorno alla questione delle “casette” debba evolvere generando momenti di studio della questione sotto ogni aspetto tecnico e culturale, azioni di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza, confronto pubblico sulle possibilità concrete di rigenerazione e riuso degli edifici, così da consentire una decisione finale sulle nuove destinazioni d’uso che sia partecipata e fondata su una riflessione approfondita».

Il Sindaco non c’era. Risponde dopo 9 mesi con una consultazione segreta di tecnici per fare una palestra.
 

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