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Guanti e mascherine a ristorante, Carmine Renzulli: "Va bene tutto, ma no a barriere in plexiglass"

Il futuro della ristorazione secondo il food and beverage manager avellinese

L'Italia si avvicina a piccoli passi alla fase due, quella che vedrà una lenta e graduale ripartenza delle attività commerciali.

Gli ultimi a tornare alla normalità saranno ristoranti e alberghi che anche se riaperti dovranno fare i conti con il distanziamento sociale e la paura di contagio registrando danni economici incalcolabili. 

Con ancora poche e confuse direttive alla mano abbiamo chiesto a Carmine Renzulli, food and beverage manager quali sono le prospettive nel panorama gastronomico nazionale.

Il manager avellinese si è occupato della gestione dei reparti bar, cucina, ristorante dei migliori alberghi d'Europa assicurando la ricerca e l’ottimizzazione della qualità di prodotti e servizi. Tra le sue ultime esperienze la direzione del Food & Beverage Spazio Niko Romito.

Cosa succederà dopo la fine dell’emergenza nel settore della ristorazione?

Nella ristorazione come nella nostra vita cambierà qualcosa, cambierà sopratutto il modo in cui andremo al ristorante e cambierà il modo in cui accoglieremo i nostri clienti. 

Credo che ci sarà anche una grossa opportunità: dalla qualità dei piatti alla qualità del servizio saranno fattori ancora più importanti. Chi ci sceglierà lo farà sempre per la nostra storia, per la qualità delle materie prime, ma sopratutto vorrà essere più coccolato, perché dopo questi mesi a casa, abbiamo voglia di ritornare ad emozionarci. Per ripartire bisogna creare emozioni sia nel piatto che nel servizio. 

Come pensi cambierà il mercato in linea generale. Quali saranno le esigenze del consumatore?

Credo che chi deciderà di uscire per andare in un ristorante, pizzeria, osteria, pub o qual si voglia, vorrà ritrovare quello che già trovava prima: qualità, cortesia, pulizia, accoglienza, esperienza e sopratutto un momento di svago e spensieratezza. 

Inizialmente tutti avranno un po’ di paura di andare nei ristoranti, la ripartenza sarà graduale ma chi negli anni ha lavorato bene creando un rapporto di fiducia con il cliente avrà sicuramente meno problemi di quegli imprenditori e ristoratori che pensavano solo ai numeri sottovalutando il servizio. Il cambiamento sarà un'occasione per migliorare, puntiamo sulla qualità del servizio e dell’accoglienza creiamo relazioni: i clienti sono ospiti non numeri. 

Da Nord A Sud c'è chi sostiene che la tradizione italiana potrebbe essere il futuro della ristorazione. Non a caso questi due mesi è aumentato il consumo del Made in Italy e le mamme sono tornate a preparare pane e pizze fatte in casa. Credi sia un fenomeno relativo all'isolamento domiciliare o si protrarrà nel tempo?

L’italia non ha nulla da invidiare a nessun Paese al mondo anzi il mondo cerca di imitare l’Italia. Possono imitarci  tutto, dalla moda, alle auto ai gioielli ma quello che non possono imitare sono il cibo e i nostri paesaggi, quindi ora più che mai cerchiamo di essere veramente italiani e patriottici, aiutiamo i nostri agricoltori, pastori, allevatori, viticoltori comprando il vero Made in Italy quello che tutto il mondo ci invidia. Ritorniamo ad insegnare ai nostri figli il valore della buona tavola e del buon cibo, quello dei contadini e non delle multinazionali.

 Ti occupi di consulenze nei migliori ristoranti d'Italia nel settore accoglienza. Come cambierà il ruolo della sala? Trovi possibile pensare a dei separé in plexiglas tra i tavoli, mascherine e distanze di sicurezza tra il personale e il cliente?

Ora più che mai non si può più bistrattare il servizio e l’accoglienza, ricordiamoci che l’avvento della cucina in tv con i vari reality ha messo in secondo piano il lavoro del cameriere e il servizio della sala, puoi avere il miglior chef al mondo in cucina ma se poi hai un cameriere che non sa comunicare il lavoro dello chef si perde nel tragitto tra la cucina e la sala.

Il nostro mestiere è essere conviviali si va al ristorante per passare del tempo e per rilassarci e per mangiar bene ed essere serviti con garbo ed educazione, quindi è importante seguire le regole che ci diranno attuando la distanza tra i tavoli, posso accettare anche i guanti e le mascherine ma il plexiglas mai, perché a tavola non si posso erigere barriere. Meglio meno coperti e distanziati che freddezza, noi vendiamo calore, sorrisi ed emozioni.

Quali misure il governo dovrebbe adottare per andare incontro ai ristoranti tra i più colpiti da questa crisi?

Il governo deve supportare gli imprenditori attraverso la diminuzione delle tasse almeno per un anno, eliminare alcuni tributi tipo la tassa sul suolo pubblico, immondizia e sopratutto portare liquidità per permettere a queste persone di poter pagare gli stipendi ai loro dipendenti, altrimenti saranno costretti a licenziare, soldi veri e non prestiti, perché se si blocca la ristorazione e il turismo l’Italia perde più del 10% del pil nazionale. Servono inoltre aiuti spot pubblicitari e campagne promozionali per far ritornare i turisti nel nostro Paese. 

Quale sarà il futuro di Carmine Renzulli? 

Tornare a servire ai tavoli, respirare di nuovo l’aria del ristorante e accogliere i nostri ospiti. 

Tornerò poi a collaborare con la società di consulenza che si chiama H-Value per quanto riguarda la formazione di sala, controllo dei costi gestionali e le tecniche di vendita  attraverso la tecnica della economia comportamentale.

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