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"In Campania le carceri scoppiano e non hanno Comandanti di Reparto": la denuncia del SAPPE

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, chiede l’intervento della Ministra della Giustizia Marta Cartabia e del nuovo Capo del DAP Carlo Renoldi

“Ci sarebbe da ridere, se non fosse una cosa seria e grave, ma l’Amministrazione Penitenziaria della Campania (e segnatamente il direttore del carcere di Arienzo, Annalaura De Fusco) ha ‘partorito’ un provvedimento ministeriale che è semplicemente vergognoso”. Lo denuncia Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione dei Baschi Azzurri. “Il direttore del carcere di Arienzo ha infatti disposto, d’intesa con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, che un Commissario di Polizia del penitenziario di Secondigliano (tra i più critici della Regione) venga distaccato una volta ogni dieci giorni per seguire i cani randagi inseriti in un progetto che, tra l’altro, prevede “somministrazione di pasti, toelettatura, profilassi in genere, attività ludica/motoria, implementazione della relazione cane-detenuto affidatario”. Ma ci rendiamo conto? Le carceri sono senza Comandanti di Reparto e noi possiamo accettare che un Commissario di Polizia venga distolto da un carcere complicato come Secondigliano per essere mandato tre volte al mese a guardare i cani del carcere di Arienzo?”.
Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, chiede l’intervento della Ministra della Giustizia Marta Cartabia e del nuovo Capo del DAP Carlo Renoldi: “Condivido le perplessità dei colleghi della Campania e di Arienzo, in particolare, che si vedranno arrivare un funzionario ovvero un Commissario in divisa ed in servizio che provvede alla sgambatura e accudimento di tre cani randagi ospitati in tre cucce nella zona intercinta.. Tra l’altro, parliamo di un funzionario di Polizia che è assegnato al Complesso penitenziario di Secondigliano a Napoli proveniente da una sede fuori regione e che viene distolta dai propri compiti Istituzionali nella complessa sede napoletana per raggiungere la sede casertana. Nulla in contrario all'amore per gli animali, ma mi auguro che ciò avvenga fuori dall'orario di servizio, in forma volontaria e comunque non retribuiti dall'Amministrazione. Anche perché tale anomalo servizio del Funzionario fuori sede ci risulta non essere inteso come missione. Un provvedimento che tra l’altro ci sembra in palese contraddizione con i compiti di un funzionario della Polizia Penitenziaria. Ricordo a me stesso, infatti, come la leggi affidi a un Commissario di Polizia Penitenziaria “'l’incarico di vice direttore dell'area sicurezza degli istituti di  minore complessità e rilevanza, assumendo le funzioni di vice comandante di reparto presso le suddette strutture. Il medesimo personale, svolge altresì funzioni di funzionario responsabile di unità organizzativa nell'ambito dell'area sicurezza degli istituti  di  media  e  minore complessità”.  A Secondigliano e nelle carceri servono, altro che controllare i cani randagi!”


 

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