Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Caos Alto Calore, presidio di Legambiente Avellino: "Né privati né clientele"

Il presidio ha avuto luogo in concomitanza dell'assemblea dei soci dell'Alto Calore, presso lo spiazzale di Hotel de la Ville

Quella idrica è una tra le più importanti risorse che un territorio possa desiderare di avere, in particolar modo in un contesto di crisi climatica che sempre di più inciderà sulla vita della popolazione a livello globale. Ospitare sul proprio territorio uno tra i più importanti bacini idrografici rappresenta un onore, da cui consegue un dovere di tutela che i cittadini, le istituzioni, le attività economiche e la società civile dovrebbero rispettare con la più alta partecipazione civile, etica e morale. 

In Irpinia negli ultimi decenni questo non è avvenuto. La gestione dell’acqua è stata lo strumento per la costruzione di clientele, debiti, consulenze, mala gestione da cui è conseguita una dispersione idrica di oltre il 50% e una società pubblica con uno stato debitorio talmente alto per cui la procura di Avellino ne ha richiesto il fallimento.

“L’Alto Calore negli ultimi anni, nonostante il referendum del 2011,  è stata sempre al centro di interessi privatistici da parte di società estranee al nostro territorio” dichiara Antonio Di Gisi, presidente di Legambiente Avellino “L’eventuale fallimento dell’ente, unita alla deresponsabilizzazione delle amministrazione socie e dei soggetti politici che negli ultimi anni hanno solo preso e mai restituito al territorio,  potrebbe rappresentare l’occasione perfetta per realizzare questo inaudito progetto. La nostra posizione è chiara: né una privatizzazione né il proseguimento di una gestione fallimentare basata sul clientelismo. Bisogna fondare una nuova azienda speciale di diritto pubblico per gestire le risorse idriche in cui contemplare la partecipazione della cittadinanza e della società civile”.

Per l’associazione ambientalista la privatizzazione non rappresenta quindi una soluzione ma l’aggravarsi di un problema che porrà un bene comune sotto logiche estranee all’interesse pubblico, non tanto diverse per natura dal clientelismo che ha contraddistinto l’ente.

“Il PNRR così come i numerosi fondi individuati per la rete idrica irpina dovrebbero essere l’occasione di un ammodernamento delle reti per ridurre allo 0% lo spreco idrico. Questo è dovere etico e morale oltre che una questione di buon senso” continua Di Gisi “I comuni non nascondano la testa sotto la sabbia, perché un fallimento sarebbe un danno enorme anche per i bilanci disastrati di tantissime amministrazioni con ripercussioni anche su altri servizi per i cittadini e la via semplice della “vendita al miglior offerente” sarebbe una resa oltre che un tradimento del nostro territorio. Come Legambiente locale, regionale e nazionale siamo disponibili a dare il nostro contributo tecnico e scientifico per individuare una soluzione che porti alla nascita di una nuova azienda pubblica o alla trasformazione dell’attuale”

Per questo motivo Legambiente Avellino è in presidio all’assemblea dei soci di Alto Calore e continueremo ad essere presenti con tutti gli strumenti a nostra disposizione per impedire una privatizzazione che sarebbe una violenza al nostro territorio e una vergogna per tuta la sua classe dirigente. 

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