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Campania verso la zona arancione, cosa cambia col nuovo decreto

I dati verranno analizzati domani 2 aprile dalla Cabina di regia. La Campania è l'unica regione che potrebbe cambiare colore. Che cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare con le nuove disposizioni

L'unica regione a poter "cambiare colore" nella settimana successiva a Pasqua sarà proprio la Campania. Oramai i dati sono da zona arancione per la seconda settimana consecutiva, ed è quindi certo che si dirà (almeno per ora) addio alle restrizioni della zona rossa, salvo possibili decisioni del presidente Vincenzo De Luca. 

Leggi le dichiarazioni del governatore De Luca a Porta Porta 

I dati

I dati verranno analizzati domani 2 aprile dalla Cabina di regia, e il passaggio da rosso ad arancione per la Campania avverrebbe martedì 6. Non ci sono motivi perché lo spostamento per la Campania non avvenga, ma spetterà comunque ai tecnici della Cabina di regia analizzare i dati e decidere gli spostamenti di fascia.

Intanto i più di 250 casi settimanali per 100mila abitanti (cioè la circostanza che colloca in uno scenario rosso) restano in Valle d’Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lombardia e Toscana, e quindi queste regioni dovranno aspettare almeno due settimane, cioè almeno fino al 20 aprile. Il 13 potrebbero essere invece “liberate” e tornare in arancione il Veneto e la Provincia di Trento, che questa settimana hanno un'incidenza inferiore a 250.

Cosa cambia anche alla luce del nuovo decreto

Un nuovo decreto del governo è stato approvato ieri e detta le restrizioni dal 7 al 30 aprile. Qualcuno ha definito le norme da "lockdown soft", con nessuna regione che potrà essere gialla.

In zona arancione – quella appunto in cui si sposta la Campania – al contrario che in zona rossa si potrà uscire di casa una sola volta al giorno per visitare amici e parenti in due e portandosi dietro i figli minori di 14 anni e/o eventuali disabili. La scuola è in presenza nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole materne, alle elementari e e alle medie, mentre per le superiori va garantita una presenza minima al 50% e quella massima è fissata al 75%. Soprattutto, la Regione adesso non potrà decidere di chiudere gli istituti.

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