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Alaia e Gallo: il duo campano che ha conquistato il mondo con il proprio sound

Per i due dj si chiude un 2020 ricco di soddisfazioni

Continua il momento d’oro per i due dj campani: l'irpino Elio Alaia e il napoletano Aurelio Gallo. La coppia, dall’uscita nel 2013 della hit mondiale “Beat of the drum”, ha continuato ad imporre il proprio marchio musicale, trovando il supporto non solo di diverse etichette di rilevanza mondiale (come Defected, Glasgow Underground, Armada), ma anche di top dj come Claptone, Marco Carola, Todd Terry, Roger Sanchez, Bob Sinclar. “I’m going up” è l’ultimo capolavoro discografico del duo, lanciato ad inizio dicembre sull’etichetta Milk e Sugar in collaborazione con Michelle Weeks. AvellinoToday li ha incontrati in occasione della loro masterclass per giovani produttori alla Mec Academy di Napoli.

Amicizia e amore per la musica alla base di un grande successo

La coppia Alaia e Gallo – ha raccontato Aurelio Gallo - nasce principalmente dalla nostra amicizia, nata appunto in un'emittente locale dove entrambi ci occupavamo di un programma mixato. Ci siamo conosciuti, ci siamo resi conto di avere gli stessi gusti musicali e ci siam detti: 'perché non proviamo a fare un po' di musica insieme?'. Da lì è nato tutto questo. Non ce lo aspettavano neanche perché tutto è nato un po' per scherzo”.

Un’amicizia vera nella quale non mancano momenti di confronto, come ha spiegato Elio Alaia, originario di Baiano: “Come ha già detto Aurelio, ci tengono uniti l'amore per la musica e i gusti in comune. È chiaro che, come in ogni coppia, ci sono anche dei momenti di scontro nel momento in cui produciamo. Ma è uno scontro creativo, uno scontro per il bene della musica e di quello che stiamo producendo”.

Un anno di gioie e dolori

Per i due producers, come scritto in apertura, si sta per chiudere un 2020 ricco di soddisfazioni. “Si chiude un anno ricco di risultati positivi. Questo perché prima di tutto viene la musica – dice un carico Gallo - Noi non badiamo tanto ai risultati, ma a vivere di ciò che amiamo e quindi di musica. Fortunatamente i risultati ci stanno premiando e stanno premiando le tantissime ore passate in studio negli anni passati e specialmente in questo periodo. È vero che sfortunatamente abbiamo suonato molto meno, ma ci siamo dedicati di più allo studio, alla musica e alle idee in cantiere”.

Ma non mancano le note dolenti. Quest’anno è stato segnato dal Coronavirus e il “mondo della notte” è tra i settori che più ne ha pagato le conseguenze. “Prima di essere produttori siamo dj e come ogni dj questo è un periodo di sofferenza – dice con rammarico Alaia - Ci manca il contatto umano che è quello che dà la carica anche quando torni in studio, per affrontare con maggiore voglia le produzioni. Noi testiamo tantissimo i nostri prodotti quando andiamo a suonare. Un disco prima di essere presentato ad una label viene suonato, per cercare di capire quello che funziona a contatto con la gente. Tutto ciò, in quest'anno, è mancato però credo che al di là di tutto vincerà sempre la musica. La musica è come il cibo, non può venire mai a mancare e noi dobbiamo resistere”.

Un consiglio per i giovani produttori

La masterclass alla Mec Academy è stata l’occasione per dispensare consigli ai produttori di domani, consigli che vanno ben oltre l’aspetto tecnico. “Bisogna credere in se stessi, credere nell'amore per la musica e non demoralizzarsi mai. Sopratutto bisogna essere realisti. Credo sia fondamentale non farsi mai illusioni, cioè non pensare che nel momento in cui si è realizzato un disco è finita e sei arrivato. No, sei all'inizio. Sei all'inizio e noi l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle: tante volte abbiamo pensato di essere arrivati, ma eravamo solo all'inizio e forse lo siamo ancora perché abbiamo tante altre cose da fare”.

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