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AIAS, la nota dei commissari: "Siamo qui per fare il nostro dovere. La istituzioni facciano il proprio"

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei commissari per la struttura AIAS di Avellino Antonio, Maurizio Arci e Remo Del Genio

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei commissari per la struttura AIAS di Avellino Antonio, Maurizio Arci e Remo Del Genio

L'AIAS di Avellino è ad un bivio. Continuare ad esistere ed assicurare cure ed assistenza a centinaia di pazienti disabili ed alle loro famiglie o chiudere.

La gestione commissariale ha fatto ciò che doveva. Senza attribuire responsabilità
personali o alimentare sterili polemiche, ha ripristinato gli standard tecnologici strutturali ed organizzativi necessari per mantenere l'accreditamento per stare a pieno titolo nel servizio pubblico, ha messo e sta mettendo in atto tutte le azioni per cercare di regolarizzare le posizioni di dipendenti e consulenti, ha riallacciato dialoghi e confronti costruttivi e leali con le Istituzioni.

Oggi sarebbe – anzi è – in condizioni di operare in maniera efficace ed efficiente a patto che anche gli enti del servizio sanitario facciano la loro parte, liquidando con tempestività i crediti per i quali la gestione commissariale - che ha come unico scopo quello di contribuire a rendere il servizio pubblico, per il quale è accreditata, altamente qualificato dal punto di vista socio-sanitario e socio-assistenziale - da tempo propone
una definizione transattiva.

Naturalmente la proposta non comporta una necessaria accettazione ma la straordinarietà della situazione (circa 900 pazienti, 135 operatori tra dipendenti e
consulenti, 277 prestazioni rese ogni giorno) impone, quantomeno, un confronto in
tempi rapidissimi in modo da dare certezze a tutti gli interessati e sul futuro di una
azienda importantissima per i territori. L'alternativa è – come detto – la chiusura. Lo diciamo seriamente e senza demagogici allarmismi. Non abbiamo interessi da coltivare né posizioni di rendita da difendere. Siamo qui per contribuire a mantenere viva una realtà che ha dato tanto in termini di servizi, assistenza, cura, sul piano fisico e psicologico, benessere in termini di livelli occupazionali, volano economico per tutto l'indotto, ed ora per una serie di eventi e congiunture cui sono estranee persone ed ambiti che hanno lavorato senza risparmiarsi rischia di scomparire.

Noi commissari abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte per scongiurare questa ipotesi. Chiediamo che anche le Istituzioni facciano la loro.

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