Da oggi il Congresso sulla rinoplastica: intervista al dott. Nicola Bianco

Il Congresso Nazionale è ospitato per la prima volta in Irpinia

Da oggi, fino a sabato 6 aprile, si terrà per la prima volta in provincia di Avellino il XXI Congresso Nazionale di Aiceff sulla rinoplastica. AvellinoToday ne ha parlato al telefono con il dott. Nicola Bianco, organizzatore dell’evento per conto dell’Associazione. Nel presentarci il Congresso, rivolto sia a neofiti che a chirurghi esperti, il dott. Bianco ci ha spiegato che “ha come argomento principale la rinoplastica, l'intervento più complesso di chirurgia plastica facciale, e abbiamo voluto, con la Aiceff, insegnare ai partecipanti come fare la rinoplastica, dando istruzioni per l’uso attraverso la live surgery (la chirurgia in diretta), uno dei moduli della tre giorni: mentre io e altri operatori siamo in sala operatoria con il paziente, ci sono 120-130 persone in sala conferenza, distanti dalla casa di cura, ma che possono interagire con noi e quindi fare domande”.

Durante la sessione di live surgery saranno eseguiti quattro interventi di rinoplastica, “rimodellamenti della piramide nasale estetici e funzionali, due con approccio chiuso e due con approccio open”. La differenza, spiega ancora Bianco, “sta nell’ingresso al naso: si può fare con un ingresso al naso senza incisioni cutanee esterne, oppure, può essere fatta con una piccola incisione sul margine columellare, quella parte di cute che divide le narici”. Gli interventi saranno eseguiti da rinochirurghi esperti affiancati da profili Senior. In particolare, il dott. Bianco, in coppia con il dott. Palma, effettuerà “un intervento in anestesia locale e senza tamponi”.

Poi, il dott. Bianco si è soffermato su una questione fondamentale, che spesso crea confusione tra i non addetti ai lavori: C’è un equivoco da sciogliere: la rinoplastica, è il rimodellamento estetico della piramide nasale; la rinosettoplastica è il rimodellamento sia estetico che funzionale della piramide nasale; la settoplastica è l'intervento puramente funzionale. Dobbiamo chiarire che nel momento in cui vado ad operare, soprattutto nelle primarie (interventi non eseguiti già in passato), devo andare a ridurre volume. Per cui è come se io avessi tre stanze e le porto a due, e se non aggiusto l’interno è chiaro che il naso potrebbe essere bello, ma non funzionale”.

Infine, una domanda sui passi compiuti dalla chirurgia estetica in termini di sicurezza e di tecnica: “La chirurgia estetica, come tutta la chirurgia, ha fatto grandi passi. In termini di sicurezza, ad esempio, le anestesie sono molto più sicure rispetto al passato, ma ancora di più se parliamo di anestesia locale dove il paziente è sveglio, sedato, dorme sul letto operatorio come si addormenta sul letto di casa; però allo stesso tempo ha il controllo sulla respirazione e la deglutizione. Cioè, se io dovessi chiamare il paziente saprebbe come si chiama, dove sta, che cosa sta facendo. In poche parole, è assolutamente contestualizzato nel tempo e nello spazio, senza dolori, senza sanguinamento e con la possibilità di essere dimesso in giornata”.

A livello tecnico – conclude - l'ausilio delle telecamere endoscopiche è di grande aiuto in tutte le branche chirurgiche. Con queste, sempre più ad alta definizione, riusciamo a raggiungere zone strettissime che prima erano assolutamente impensabili da raggiungere. Ad esempio, attraverso il naso si raggiunge la fossa cranica anteriore, ma sta diventando anche la porta di quella media e posteriore, risultando importante anche per la chirurgia oncologica. Quindi, l’evoluzione reale della chirurgia è sicuramente l’ausilio delle telecamere e dei neuro navigatori”.

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