La Prefabi passa in nuove mani: sindacati preoccupati per i posti di lavoro

Il cambio dirigenziale potrebbe portare anche ad un cambio delle maestranze

La Prefabi di Montefredane passa ad un nuovo imprenditore, che sembrerebbe pronto a licenziare in tronco tutti gli operai, rimpiazzandoli con nuove maestranze. A lanciare un nuovo allarme, per il settore industriale irpino, è Carmine Piemonte della Feneal-Uil che ha commentato la vicenda con un comunicato, di seguito riportato.

"Dall’assemblea che si è svolta venerdi pomeriggio presso lo stabilimento della Società Nuova Prefabi Srl sita nell’area industriale di Arcella Montefredane, è emerso lo stato di grande preoccupazione per il futuro lavorativo ed occupazionale per i lavoratori impegnati nella produzione e lavorazione di Pannelli e travi per prefabbricazione pesante.

Tale preoccupazione è venuta avanti a seguito di comunicazioni verbali da parte dei vertici aziendali di procedere al licenziamento collettivo di tutti i dipendenti, motivando il fatto di non poter proseguire l’attività produttiva con il mantenimento dei livelli occupazionali, per problematiche di carattere economico.

Inoltre, ci ha comunicato che nei giorni scorsi è avvenuto un incontro con un nuovo potenziale imprenditore che svolge la stessa attività di produzione, e lo stesso ha espresso forte interessamento all’acquisto dello stabilimento con tutti i macchinari interni, in più l’area antistante per lo stoccaggio e deposito materiali. Da premettere che l’area dove persiste lo stabilimento è sottoposta a curatela fallimentare presso il tribunale di Avellino, e l’area di stoccaggio esterna è di proprietà ASI dove persiste un contenzioso per fitti arretrati.

Pertanto, le nostre preoccupazioni al subentro del nuovo imprenditore che pare non voglia avere continuità con le maestranze esistenti ma bensì acquisire lo stabile e l’area esterna senza dare garanzie occupazionali e futuro a queste famiglie.

Abbiamo chiesto l’intervento della Prefettura con la proclamazione dello stato di agitazione chiedendo ufficialmente un incontro alla Direzione Aziendale per chiarire meglio gli aspetti tra cessazione attività e subentro del nuovo imprenditore a patto che in primis si assicurino diritti del lavoro e i livelli occupazionali in essere"

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