Petracca (Udc): "Sui fondi europei non dividere i territori"

Lo ha dichiarato il consigliere regionale Maurizio Petracca, intervenendo a Torrioni nell’ambito del convegno “Tutela del patrimonio materiale ed immateriale: turismo sostenibile nel verde irpino”

«Oggi la Regione si è fatta carico di risolvere questioni ereditate. Una di queste è stata l’accelerazione della spesa rispetto alla quale, se non fosse stato individuato un percorso amministrativo praticabile, avremmo dovuto assistere al default tutti i Comuni della Campania. Da presidente della Commissione Regionale ai Fondi Europei ho suggerito all’assessore regionale Angioli una soluzione che è stata seguita e realizzata attraverso il trascinamento dei progetti e delle opere non conclusi nei termini sul Piano complementare. Ma la Regione non può certo correggere i comportamenti irresponsabili di chi lavora per dividere il territorio». Lo ha dichiarato il consigliere regionale Maurizio Petracca, intervenendo a Torrioni nell’ambito del convegno “Tutela del patrimonio materiale ed immateriale: turismo sostenibile nel verde irpino” promosso dall’amministrazione comunale di Torrioni.

«Qui – ha continuato il presidente Petracca - siamo in una zona di grandissima valenza dal punto di vista delle produzioni di qualità. Siamo nel cuore dell’areale del Greco di Tufo, un pezzo d’Irpinia che negli ultimi tempi è stato attraversato da fortissime lacerazioni. Abbiamo, perciò, assistito ad atteggiamenti di grande irresponsabilità come quello che è accaduto sui Gal. Io mi sono battuto perché i territori potessero rimanere compatti. Qui questo non è verificato per atteggiamenti assolutamente censurabili tenuti da chi ha responsabilità istituzionali nei confronti delle proprie comunità».

«Al contrario - ha concluso Petracca – bisogna provare a stare insieme, bisogna sempre cercare la strada della collaborazione e della sinergia. Solo se si riesce ad avere questa capacità si possono determinare condizioni di crescita. E questo vale per tutta la programmazione europea, anche per quella che partirà a breve. Immaginare piccoli Comuni slegati dal resto del territorio che provano da soli a costruire strategie di sviluppo significa a mio avviso dare vita ad un’aberrazione amministrativa e politica. I Gal potevano e devono rappresentare questo. Oggi paghiamo, invece, le conseguenze dell’irresponsabilità di chi si è mosso solo per dividere. Gli amministratori locali sui progetti di sviluppo del territorio hanno il dovere di guardare agli interessi della collettività, lavorando in sinergia al di là delle appartenenze partitiche»

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