Nuovo Psi, un piede in due scarpe: la strana coppia Caldoro-Barani

Il segretario provinciale di Avellino  Antonio Volpe annuncia: “Autonomi poiché il patto con il Pdl prima e con Forza Italia poi, è decaduto". Barani e Caldoro esponenti di spicco del Nuovo Psi: il primo sostiene Renzi e il centrosinistra, l'altro il centrodestra. Unica comunanza il partito e i relativi privilegi...

L’ultima dei socialisti, i nostalgici del garofano di Bettino Craxi, una volta chiaramente nel centrodestra ma oggi non più. Nell’ultima assemblea svolta a Napoli allo stesso tavolo erano seduti Stefano Caldoro e Lucio Barani. Il primo si dichiara fedele a Berlusconi e a Forza Italia, l’altro ha voltato le spalle per sostenere Renzi.

I due hanno in comune la militanza nello stesso partito: il Nuovo Psi ma la pensano diversamente, o meglio diametralmente in antitesi. Ma per meglio comprendere la posizione ambigua di un partito, ridotto ad un prefisso telefonico, utile solo per farsi riconoscere qualche privilegio nelle elezioni che verranno  basta leggere le dichiarazioni rilasciate.

Alla kermesse era presente il segretario provinciale di Avellino  Antonio Volpe che a mezzo di una nota stampa annuncia: “Nella seduta, oltre a confermare le linee generali del partito che lo vede autonomo poiché il patto con il Pdl prima e con Forza Italia poi, è decaduto.

I socialisti del Nuovo Psi hanno lanciato l’idea della doppia tessera, l’iscrizione sarà dunque compatibile con quella a Forza Italia e con quella dei “cugini” socialisti del Psi di Nencini”.

Fenomenale come scelta?  Secondo il dizionario Zanichelli, questa è la definizione di “tenere un piede in due scarpe”: barcamenarsi, non prendere una posizione decisa tra più alternative in modo da non subire danni. In politica equivale ad essere amico di due partiti di segno opposto, per pura opportunità.

Ma fino a quando esisteranno queste logiche la gente si allontanerà sempre più dalla politica, anche se il neo coordinatore nazionale Antonio Fasolino precisa: “Meno storia e più attualità, dobbiamo trasformare in idee e proposte la nostra grande tradizione, il partito sarà leale a Berlusconi ma bisognerà rilanciare l’intesa e le alleanze con tutti i movimenti. Ed i riformisti dovranno essere protagonisti. Partiamo dal centrodestra ma pronti a rompere uno schema vecchio se necessario”.

Come ha fatto Barani non c’è dubbio…

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