Da Montoro il sostegno alla castanicoltura

Il racconto della tavola rotonda

Da Montoro il sostegno alla castanicoltura: il resoconto della tavola rotonda. Istituzioni, associazioni e imprenditori a Palazzo Macchiarelli della frazione Misciano per il punto sul quadro normativo regionale. Il castagno come risorsa irrinunciabile per l'apparato produttivo irpino ed in quanto tale da tutelare e valorizzare attraverso un'apposita disciplina di carattere regionale. E' stato illustrato questa mattina presso Palazzo Macchiarelli alla frazione Misciano di Montoro il quadro normativo della castanicoltura in Campania. A fare gli onori di casa il presidente dell'Associazione Castanicoltori Campani Davide Della Porta, il quale ha sottolineato il recente black-out del settore: "La filiera castanicola campana - ha spiegato - in questi ultimi otto anni ha attraversato una crisi produttiva devastante. Le oltre cinquemila aziende agricole e i circa quindicimila ettari di castagneti da frutto hanno subito un tracollo produttivo causato da diversi fattori, sia biotici che abiotici: Cinipide, Fersa, attacchi fungini, andamenti climatici negativi le principali cause. Abbiamo stimato che le perdite economiche della sola produzione lorda hanno superato i trecento milioni di euro. Oggi la filiera campana mostra debolezze e forti criticità". "La castagna è una notevole fonte di reddito per la nostra realtà comunale - ha evidenziato invece il sindaco di Montoro Mario Bianchino - sono fiducioso sul recupero dei nostri castagneti e delle attività produttive a loro collegate con l'augurio di vederle rifiorire sul nostro territorio. Parliamo di un'attività storica per la nostra realtà. La lavorazione e la trasformazione di questa materia prima rappresentano un'eccellenza del territorio". "La sofferenza dell'azienda agricola è la sofferenza della famiglia" ha esordito dal canto suo Franco Alfieri. "Non bastano le norme e le risorse - ha proseguito il capo della segreteria del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca - ci vogliono anche persone e aziende che le rendano effettive. Nelle aree interne bisogna essere capaci di sfruttare al massimo le risorse disponibili. Dobbiamo essere capaci di fare meglio, di innovare e fare ricerca di pari passo con la più alta sicurezza alimentare. Bisogna osare e pensare anche a castagneti in aree dove si possa combinare la coltivazione della risorsa con il rilancio dei livelli occupazionali". Appuntamento il 15 febbraio in Regione per varare le norme tecniche in materia di trattamenti fitosanitari. Un appuntamento cardine a sostegno della castanicoltura campana descritto, insieme ad altri riferimenti normativi regionali dal 1996 ad oggi, da Gennaro Casato, direttore generale delle Politiche Agricole della Regione Campania. "Non possiamo permetterci il lusso di perdere altro tempo altrimenti non recupereremo mai la nostra fragilità economica - è stato il monito di Alfieri - il 15 febbraio sarà una data importante". “Abbiamo fatto la legge ma ora voi dovete sfruttare opportunità senza divisioni come in passato” ha detto infine Maurizio Petracca,presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, rivolgendosi ad imprenditori e associazioni. “Devo dire però che adesso vedo più serenità con idee condivise - ha aggiunto - è il risultato che abbiamo ottenuto tutti insieme. Dialogate, avete già a disposizione risorse messe a bilancio”. All'incontro dibattito di Palazzo Macchiarelli hanno partecipato Italo Santangelo (pubblicista, nelle vesti di moderatore) Speranza Marangelo (Coordinatrice di progetto Itinera), Franco Alfieri, oltre alle associazioni di categoria (CIA, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri), i presidenti dei GAL della Regione Campania, i sindaci e le Associazioni di produttori (Associazione Castanicoltori campani, Associazione Verde Collina, Cooperativa Castagne di Montella, Associazione degli Agricoltori e dei Castanicoltori irpini). Nel corso della tavola rotonda, è stata ricordata la figura di Pasquale Mesi, noto castanicoltore scomparso di recente.  

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Commenti (1)

  • io proprietario di selve noto che come al solito si fanno solo chiacchere e niente fatti,sono piu' di 5 anni che la famosa mosca ha attaccato i castagneti con produzione zero del frutto,ma la regione, la provincia e chi per esso non hanno fatto niente,non si sono preoccupati di effettuare lanci di mosche antagoniste per cercare di debellare il piu'possibile questa peste.ci sono solo i controlli dei carabinieri forestali che rompono le scatole per la pulizia delle selve a causa di una legge assurda che non consente di accendere i fuochi fino al 30 settembre quando le castagne incominciano a cadere dal25 settembre in poi.ma chi e' questo imbecille che ha pensato a questa normativa?Sj parla di 300 milioni di perdita, certamente non causati dalle aziende agricole,ma sicuramente da chi governa il quale se n'e' infischiato di intervenire con prontezza ed evitare un tracollo del genere.ci sarebbe tanto altro da dire ma restano parole al vento.Ovviamente in tutto questo sfacelo tu devi pagare sempre le famose tasse.

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