Maraia (M5S): "Su IIA manteniamo alta l'attenzione e non cediamo a strumentalizzazioni"

"Il Governo del cambiamento non ha mai smesso di lavorare per il rilancio di Industria Italiana Autobus"

Il Governo del cambiamento non ha mai smesso di lavorare per il rilancio di Industria Italiana Autobus. Abbiamo ereditato la vertenza Industria Italiana Autobus quando ormai la situazione era già drammatica. La società viveva una situazione debitoria importante che non consentiva di continuare a pagare gli stipendi. L'allora amministratore delegato della società, Del Rosso, non solo non collaborava con il governo per cercare una soluzione, ma addirittura aumentava la conflittualità. La vecchia dirigenza, infatti, ha mal digerito il fatto che il Movimento 5 Stelle abbia messo a nudo gli errori commessi in quattro anni di promesse non mantenute, di fondi pubblici spesi e non rendicontati, di vere e proprie prese in giro nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie. Siamo dovuti ripartire da sotto zero, ma non ci siamo arresi e ad oggi dei primi risultati sono stati raggiunti. A luglio il Governo è riuscito a garantire il pagamento degli stipendi che era stato sospeso. A settembre sono stati individuati nuovi soci pubblici interessati ad entrare in Industria Italiana Autobus o ad aumentare le quote. A fine anno siamo riusciti ad ottenere in un colpo solo tre importanti risultati. Innanzitutto abbiamo ottenuto la fuoriuscita di Del Rosso dalla società, inoltre abbiamo abbattuto i debiti di IIA verso Karsan, trasformando tali debiti in maggiori quote societarie di Karsan, ma sopratutto abbiamo raggiunto un nuovo assetto societario che ci consente di rinnovare la cassa integrazione. Il 10 gennaio è previsto al Ministero del Lavoro il tavolo per discutere il rinnovo della Cassa. Un passaggio fondamentale per poter prendere un altro po' di tempo in vista del raggiungimento del risultato finale: produrre autobus in Italia. Attorno a questo obbiettivo sono ruotati tutti i nostri sforzi degli ultimi mesi. Abbiamo cercato sin dal primo momento di attirare investitori pubblici e privati in grado di produrre autobus made in Italy. L'operazione non è semplice, perché per fare questo servono enormi capitali, grandi competenze tecnologiche e la capacità di misurarsi con una concorrenza spietata, fatta da colossi europei del settore come Fiat e Mercedes. Il nostro successo su Industria Italiana Autobus si misurerà solo sul raggiungimento di questo ambizioso obiettivo. Per questo motivo rivolgo un appello ai lavoratori, alla stampa e alle parti sociali tutte di mantenere alta l'attenzione, ma allo stesso tempo di non cedere a strumentalizzazioni, di non cadere nella sterile tentazione di abbandonarsi a critiche ed invettive aprioristiche nei confronti di questo Governo che, per la prima volta dopo 7 anni, sta finalmente affrontando seriamente il problema. Bisogna inoltre evitare il diffondersi di notizie false e distorte, perché in questo momento gli allarmismi potrebbero esclusivamente avere l'effetto di dissuadere gli investitori pubblici e privati interessati a rilanciare la società. La fase attuale è delicata ed il sensazionalismo giornalistico, così come il clima da campagna elettorale, non giovano a nessuno.

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