Esposito (Mo!): "La Lega è chiusura e razzista invece noi siamo apertura"

Mo! con cui è candidato il giornalista è una lista formata da persone e non da politici: "Ci poniamo come una lista del territorio, una lista del mezzogiorno".

Esclusiva/ Regionali, intervista al candidato presidente Esposito
Abbiamo intervistato, in esclusiva, Marco Esposito, candidato presidente della Regione Campania per la lista civica MO!

Perchè ha deciso di candidarsi a presidente della Regione?

La lista Mo! con cui sono candidato è una lista formata da persone e non da politici. Ci poniamo come una lista del territorio, una lista del mezzogiorno. Anche il nostro nome, come il nostro simbolo, richiama la nostra terra e la nostra lingua ed è un segnale di urgenza e di azione: bisogna agire subito. Non ci siamo alleati con nessuno perché non vogliamo essere alleati da chi prende ordini da Milano e dal Nord.

Quali sono i punti più importanti del programma della sua lista?

Il nostro è un programma popolare. Ciascuno di noi è stato chiamato a sviluppare 7 punti, mettendo a disposizione le proprie competenze specifiche di settore. Al primo punto c’è il Sud: una delle cause di arretratezza del mezzogiorno è la sua frammentazione. Proponiamo una legge pilota da approvare identica nelle regioni del Sud per dare certezza normativa a chi investe. Bisogna, poi, congelare il modello federalista voluto dal Nord per uno che unisca efficienza ed equità per sanità, trasporti, servizi. Al terzo punto c’è il lavoro e la burocrazia zero: bisogna aprire uno sportello unico per fornire, a chi vuole creare un’attività, tutte le autorizzazioni generali e locali. Si devono, poi, creare parchi tecnologici e di ricerca d’eccellenza. Per quanto riguarda la salute bisogna rafforzare il servizio sanitario per assicurare, a tutti, le prestazioni essenziali e garantire il monitoraggio straordinario gratuito delle condizioni della salute di tutta la popolazione campana e, successivamente, piano di prevenzione e cura in base alle più avanzate direttive internazionali. Al quinto punto troviamo l’agricoltura: si deve passare dal biocidio all’agricoltura delle eccellenze creando un ciclo di rifiuti urbani che escluda l’incenerimento e la produzione di energia dai rifiuti ma preveda il riciclo, il riuso ed il recupero massimo di materia. Bisogna investire in scelte energetiche che valorizzino fonti rinnovabili e mettano al bando le fonti fossili ed, infine, creare insediamenti agricoli compatibili con le condizioni ambientali e a qualità certificata. La rete commerciale, poi, deve informare i consumatori sulla provenienza dei prodotti attraverso lo scontrino parlante in modo che si possano scegliere quelli provenienti dal territorio. La Regione sarà al fianco dei consumatori nei rapporti con le banche e con le assicurazioni favorendo gli istituti che reimpiegano risorse sul territorio con finalità etiche. In ultimo, le scuole, gli spazi pubblici, i parchi, i beni culturali e quelli demaniali saranno a disposizione di chi proporrà attività autogestite per lo sviluppo sociale delle nostre comunità, il recupero della verità storica e in favore della pace e della cooperazione nel Mediterraneo. Avremo l’acqua potabile pubblica ed il mare libero da inquinamento.

Come si pone la sua lista nei confronti dei temi ambientali?

Il nostro capolista nella provincia di Napoli è Lucio Iavarone che si è distinto come portavoce dei comitati contro la Terra dei fuochi, ma non ci fermiamo solo ai proclami. Siamo molto critici anche sulle eventuali esplorazioni petrolifere che non devono in alcun modo compromettere le falde acquifere.

Se venisse eletto cosa farebbe nei primi 100 giorni?

Sicuramente ricontrattare il piano di investimenti infrastrutturali. Al Nord sono previsti investimenti per 7 miliardi di euro mentre in Campania arriverà solo 1 milione di euro. Importante, poi, sarà l’applicazione dello scontrino parlante che permetterà ai consumatori campani di scegliere prodotti della nostra terra e delle nostre aziende.

Dal sito del movimento traspare una forte impronta meridionalista. Volete porvi come una Lega del Sud Italia?

No. La Lega è chiusura invece noi siamo apertura. La Lega è razzista e noi non lo siamo. Salvini si autoproclamava un fannullone di Milano. Io a Milano ci lavoravo con Montanelli.


 

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