Controllo di Gestione, si dimette Scognamiglio: SiAmo Pratola Serra chiede chiarezza

La nota del gruppo consiliare

Si dimette il Dott. Michele Scognamiglio, convenzionato dal Comune di Pratola Serra fin dal 2013, incaricato al controllo di gestione e controllo interno. Questa la reazione del gruppo consiliare SiAmo Pratola Serra: "Un’altra dimissione giunta nel mentre si insedia la commissione di accesso antimafia. Sicuramente un'altra coincidenza che si va a sommare con le dimissioni del segretario comunale e del vice-presidente del consiglio comunale. Apprendiamo delle dimissioni del Dott. Michele Scognamiglio, da un documento protocollato il 26 agosto 2019 che ci è stato fatto recapitare soltanto ieri 17/09/19. Eppure, nell’ultimo consiglio comunale tenutosi lo scorso 9 settembre, al fine di fare chiarezza sulla contabilità dell’Ente, viste anche le recenti verifiche operate dal Nucleo di Polizia Economica della Guardia di Finanza di Avellino su delega della Procura della Repubblica di Avellino, abbiamo chiesto ufficialmente un incontro con: l’Organo di Revisione; con il neo convenzionato all’ufficio di ragioneria e con appunto il Dott. Michele Scognamigli"

"Abbiamo inoltre richiesto, in modo esplicito - continuano - che la nota venisse celermente recapitata agli interessati. Ebbene, in quella sede, il sindaco Emanuele Aufiero e l’intera maggioranza, ripentendo quanto già accaduto con l’insediamento della commissione prefettizia antimafia, neanche ci informavano delle dimissioni del Dott. Scognamiglio. Hanno cercato di far passare in sordina delle dimissioni a dir poco eccellenti, visto che il Dott. Scognamiglio, quasi “venerato” dalla maggioranza Aufiero, è stato sempre chiamato in causa per rispondere alle nostre lamentele, alle quali, puntuale giungeva la nota dell’organo di controllo di gestione, che attestava la correttezza contabile amministrativa. Al bilancio 2017, dichiarando l’incredibile, ci veniva rigettata la richiesta di revocare l’approvazione del consuntivo e non ultima la spiegazione secondo la quale il ricorso al MEPA (Mercato Elettrico Pubblica Amministrazione) sarebbe una “facoltà” e non un obbligo di legge. Ma la realtà è tutt’altra e il “profondo rosso” delle casse dell’Ente ne sono la prova, come ne è anche prova il pieno fallimento della politica decennale attenta soltanto ai numeri del consenso".

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