La storia di Sant'Anna, protettrice delle donne incinte

Il 25 luglio alle 18.30 la benedizione delle partorienti che si rivolgono alla Santa per tre grandi doni: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare

La città capoluogo si appresta a celebrare il culto di Sant'Anna, madre di Maria e protettrice delle partorienti.

Già da oggi, giorno della vigilia, la chiesa di Santa Maria del Rifugio, meglio conosciuta come chiesa di Sant'Anna, sarà gremita di devoti e in particolare di gestanti. Il 26 luglio, invece, giorno della festa di Sant'Anna, vengono celebrate messe dalle 6  del mattino, ogni ora, fino a mezzogiorno quando si recita anche la supplica in onore della santa. La sera il simulacro di Sant'Anna è portato in spalla nella piazza antistante dove viene celebrata la messa da parte del vescovo o di un suo vicario. Dopo l'ultima messa, avviene la tradizionale alzata del pannetto dell'Assunta nella vicina piazza della Libertà che segna l'inizio dei festeggiamenti religiosi e civili del Ferragosto Avellinese.

Il culto di Sant'Anna è particolarmente sentito in città e in tutta la provincia. Sono molti i comuni irpini che dedicano alla Santa onore e devozione. Sant'Anna è soprattutto patrona delle madri di famiglia, delle vedove ed è invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale. Le partorienti a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare.

La Storia di Sant'Anna
Figlia di Achar e sorella di Esmeria, madre di santa Elisabetta (e quindi nonna di Giovanni Battista), Anna si sposa con Gioacchino, un uomo benestante e virtuoso appartenente alla tribù del Regno di Giuda: il matrimonio, tuttavia, dopo vent’anni non ha ancora prodotto figli per colpa della sterilità di Gioacchino.
Così, mentre suo marito viene pubblicamente umiliato (gli viene proibito di effettuare sacrifici al tempio, visto che non ha dato figli a Israele) e si ritira tra i pastori nel deserto in preghiera, Anna, dopo aver implorato Dio a sua volta, riceve la visita di un angelo, che le annuncia il concepimento imminente di un figlio; lo stesso angelo contemporaneamente appare anche a Gioacchino in sogno.

Marito e moglie, ricongiuntisi, si incontrano vicino alla Porta Aurea di Gerusalemme, dove – secondo la tradizione medievale – un casto bacio dà vita al concepimento immacolato della loro figlia. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. 

Sant’Anna muore intorno agli ottant’anni. Il suo culto si diffonde in Oriente e, dopo le reliquie portate dalle Crociate, in Occidente. La prima manifestazione di culto risale al 550, quando Giustiniano fa costruire una chiesa in suo onore a Costantinopoli. Se è vero che nel Vangelo Gesù sottolinea che la pianta si riconosce dai frutti, dalla santità di Maria, cioè il frutto, si può dedurre la santità di Anna, sua madre.

Il nome di Anna deriva dall’ebraico Hannah (grazia) mentre Gioacchino significa, sempre dall’ebraico, “Dio rende forti”. Sant'Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, ma ė patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui le lavandaie e le ricamatrici.

Il culto ad Avellino 

Nella Santa Messa del 25, vigilia della festa, alle ore 18.30 presso la Chiesa del Rifugio ci sarà la benedizione delle partorienti delle quali la Santa è patrona. Il giorno 26 le Sante Messe saranno celebrate ogni ora a partire dalle ore 6 del mattino e alle ore 12 ci sarà la Supplica alla Santa. Nella serata del giorno 26 luglio, festa di Sant’Anna, dopo la messa delle 19.00, alle ore 20, si terrà la tradizionale Alzata del pannetto.

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