A Nusco la pizza che fa invidia a Sorbillo, Ernesto Palmieri: "Vi racconto la mia rivoluzione"

Palmieri stupisce in tv e conquista Las Vegas, ma il suo nido resta l'Irpinia: "Voglio essere un punto di riferimento per la mia terra"

C'è chi sceglie di fare il pizzaiolo e chi pizzaiolo ci nasce, chi nell'anima e nel cuore già da bambino conosce il suo cammino.

Ernesto Palmieri, 31 anni, proprietario di Antica Osteria Nusco è uno di quei ragazzi che hanno tutte le potenzialità per fare grande l'Irpinia. La sua storia è esempio di grande determinazione per tutti coloro che credono in un sogno e vivono per realizzarlo.

"Ho sempre desiderato fare il pizzaiolo - confessa Ernesto - All'età di 13 anni avrei voluto frequentare la scuola alberghiera, ma purtroppo i miei genitori mi obbligarono ad iscrivermi al liceo classico di Nusco". Palmieri odiava studiare, trascorrere le giornate sui libri non era il suo destino piuttosto una tortura: "Io amavo impastare, giocare tra i fornelli e dilettarmi in cucina - racconta - Per questo pur accettando la scelta di mio padre parallelamente decisi di iniziare a lavorare nelle pizzerie del paese per imparare il mestiere per cui ero nato".

Pizza, dopo pizza, sudore dopo sudore Palmieri è cresciuto e tra mille difficoltà, sei anni fa ha iniziato la sua avventura in un piccolo locale al centro di Nusco. "Dico sempre che è stata l'incoscienza a guidarmi, forse se avessi avuto maggiore consapevolezza non avrei mai pensato di aprire un ristorante visti gli ostacoli che ho dovuto affrontare".

Nusco è certamente un paese meraviglioso, ma resta sempre un piccolo borgo di circa 4000 abitanti in cui il benessere dell'epoca democristiana è un lontano ricordo. Emergere quindi dentro e fuori le mura ha rappresentato per lo chef pizzaiolo uno scoglio di vaste proporzioni che però non gli ha tarpato le ali. "Ben presto mi sono reso conto che i risultati non arrivavano. Io sono cresciuto in una piccola realtà, la mia esperienza lavorativa non bastava, mi accorgevo di non essere competitivo sul mercato. Offrivo un prodotto che erano in grado di realizzare tutti ed io volevo differenziarmi, volevo essere il top. A questo punto mi dissi: o stravolgo tutto, o chiudo baracca".

La soluzione fu quella di riaprire i libri. Non più lettereatura greca e latina, ma filologia della pizza e della lievitazione. Ha studiato a lungo Ernesto, una ricerca approfondita sulla pizza, dai dosaggi agli impasti, fino alle ricette, poi finalmente la svolta: la popolarità grazie alla trasmissione televisiva Alice Master Pizza. I tempi erano finalmente maturi e complice ancora una volta la grande caparbietà, Palmieri tenta la carta del reality per sdoganare la figura mediatica del cuoco pizzaiolo.

"Ammetto che la partecipazione alla trasmissione televisiva ha cambiato radicalmente il mio percorso. E 'stata per me la prima grande esperienza fuori dai confini di casa mia. Al di là del risultato ho avuto modo di confrontarmi con un mondo nuovo ed arrivare al quinto posto, su circa 60 partecipanti, è stato un onore".

Conquistato il successo il passo successivo è stato dedicarsi anima e corpo al suo ristorante intraprendendo una nuova filosofia in cucina. "Ricerca, esperienza e confronto mi hanno fatto capire che un grano è diverso da un altro, che un olio è diverso da un altro, che ogni virgola può compromettere il mio lavoro. Per questo la qualità della materia prima sulle mie pizze deve essere sempre massima".

Nel menù di Antica Osteria Nusco vige la tradizione dei prodotti tipici campani con un occhio di riguardo verso la stagionalità degli ingredienti e verso il cibo a chilometro zero. Palmieri ha infatti il suo orto dove coltiva la maggior parte dei prodotti che poi finiscono sulla tavola del consumatore. Laddove il suo orto non arriva si preoccupa di selezionare i migliori ingredienti DOP e IGP della tradizione culinaria italiana. L'innovazione delle sue pizze ha così permesso allo chef di conquistare un vasto pubblico che nei weekend fa tappa a Nusco solo per apprezzare le sue doti gastronomiche e di attirare l'attenzione deli Stati Uniti d'America grazie alla partecipazione all'International Pizza Expo.

Ernesto però non ha dubbi, il suo presente e il suo futuro si chiamano Irpinia. "Las Vegas, Alice Master Pizza sono solo esperienze che mi danno modo di crescere -chiosa - ma il desiderio che ho è diventare un punto di riferimento per il mio territorio. Sono attaccato alle mie radici, l'unico rammarico è l'assenza di iniziative che promuovano persone come me, o chiunque abbia voglia di emergere in un settore come quello del food. Se guardo ai grandi della pizza come i fratelli Salvo, Sorbillo, o Pepe, vedo dietro di loro una spinta da parte delle istituzioni, una politica di marketing che purtroppo non riscontro dalle nostre parti".

Dunque in questo cammino così insidioso il segreto del successo è racchiuso in unica parola: passione. "In quello che faccio non mi sono mai ispirato a nessuno, l'unica ispirazione che mi guida è la passione per il mio mestiere. In una terra come l'Irpinia o ti rimbocchi le maniche o non raggiungerai mai alcun obiettivo. E questo è il monito che mi sento di suggerire a chi ha la fortuna di frequentare l'alberghiero. La cucina è arte, non c'è niente di più bello che creare basta avere coraggio e tanto amore".

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